Primi migranti rimbarcati verso la Turchia

Migranti
Un momento dello sbarco nel porto di Reggio Calabria la nave Diciotti della Guardia Costiera, con a bordo 774 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Si tratta di 664 uomini, 125 donne, tra cui sei incinte, e cinque minori. Reggio Calabria, 30 marzo 2016. ANSA/ Adriana Sapone

Ankara e Bruxelles avevano raggiunto l’accordo per frenare la cosiddetta rotta dei Balcani

Piccoli gruppi di attivisti e volontari hanno protestato a Lesbo contro i rinvii dei migranti in Turchia, iniziati oggi come previsto dall’accordo tra Ankara e l’Unione europea. Un gruppo di attivisti ha manifestato fuori dal porto, scandendo lo slogan “Vergogna”, mentre altri volontari in mare hanno issato sulla loro imbarcazione uno striscione con la scritta “Traghetti per viaggi sicuri, non per la deportazione”. Questa mattina le prime due barche con bandiera turca, con 131 migranti a bordo, sono partite da Lesbo alla volta di Dikili, in Turchia.

Alla fine di marzo, Ankara e Bruxelles avevano raggiunto l’accordo per frenare la cosiddetta rotta dei Balcani utilizzata dai migranti per viaggiare attraverso la Grecia e la Macedonia in direzione degli altri stati membri dell’UE. In base all’intesa, la Turchia si è impegnata a riprendere tutti i migranti irregolari che arrivano nell’Unione europea attraverso il suo confine e a inviare profughi siriani legali. In cambio, Bruxelles garantirà ad Ankara aiuti per 3 miliardi di euro per gli oltre 2 milioni di profughi siriani residenti in Turchia, con la possibilità di aumentare gli aiuti di altri 3 miliardi. La Turchia si aspetta inoltre un processo accelerato di adesione all’Unione europea, così come un regime senza visti con l’Europa.

 

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