Primarie Usa, Trump e Clinton pronti per il supermartedì

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Per la corsa alla Casa Bianca è una data che può essere decisiva, soprattutto se a vincere saranno Hillary Clinton e Donald Trump

È un supermartedì come non si era mai visto prima. Il maxi-appuntamento delle primarie è condito da accuse e veleni soprattutto nel partito repubblicano, dove Donald Trump prosegue nella corsa verso la nomination.
Secondo i risultati dell’ultimo sondaggio condotto da Cnn/Orc, a livello nazionale il miliardario newyorchese riscuote i consensi di circa il 49% dell’elettorato repubblicano seminando di gran lunga Marco Rubio, al secondo posto con soltanto il 16%.
Inoltre il predominio di Trump in termini di delegati è netto: ne ha conquistati 81 contro i 17 conseguiti dai suoi principali rivali, il senatore della Florida e quello texano Ted Cruz. In Texas sarebbe in vantaggio Cruz, aspetto non da poco visto che nel cosiddetto Lone Star State in palio ci sono 155 delegati, il secondo maggiore numero dopo quelli in gioco in California.
Così nel partito repubblicano i toni sono diventati sempre più estremi e le offese personali: i repubblicani non vogliono Trump come vincitore della nomination. Il timore è che le sue posizioni radicali non siano un punto di forza nel confronto con la democratica Hillary Clinton per la conquista della Casa Bianca.
Il suo rifiuto di condannare nettamente il Ku Klux Klan e l’ideologia del suprematismo bianco non fanno che alimentare tali posizioni. Secondo i sondaggi di Real Clear Politics, l’ex segretario di Stato avrebbe la meglio su di lui con il 45% dei voti contro il 43%.
In campo democratico la Clinton è avanti di quasi 20 punti su Bernie Sanders, col 55% delle preferenze contro il 38% del senatore.

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