Primarie Roma, la comunità cinese gioca d’anticipo

Amministrative
Nella combo nella Prima fila da SX: Gianfranco Mascia, Roberto Morassut, Chiara Ferraro; nella sedonda fila da sinistra Domenico Rossi, Stefanno Pedica, Roberto Giachetti, Roma, 12 Febbraio 2016. ANSA

Marco Wong, presidente onorario di Associna: “Il nostro obiettivo e’ quello di fornire elementi in più affinché’ le persone vadano a votare consapevolmente, evitando le polemiche e le strumentalizzazioni che si sono verificate a Milano”.

Per evitare polemiche dell’ultima ora e gridare allo scandalo proprio nel giorno delle primarie, la comunità cinese mette le mani avanti e annuncia che parteciperà alla consultazione del centrosinistra del 6 marzo. Non solo un annuncio ma una vera e propria mobilitazione dal nome romantico “Jasmine Roots” (radici di gelsomino). A lanciarla un gruppo di associazioni cinesi, tra cui Associna che rappresenta gli immigrati di seconda generazione, con l’obiettivo di evitare che i cinesi ai seggi si prestino a “strumentalizzazioni politiche“, come accaduto alle primarie di Milano del 7 febbraio. L’intento di questa operazione è chiara: partecipare attivamente alla comunità in cui si vive e si lavora, soprattutto nel commercio, per sapere cosa vogliono fare i candidati alle primarie del Pd.

Marco Wong, presidente onorario di Associna, spiega: “Vogliamo incontrare tutti i candidati, li invitiamo a fare una chiacchierata sulle primarie. Ci presentiamo con una lista di 10 domande e 10 proposte, che poi elaboriamo e illustriamo alla comunità cinese”. E un primo incontro c’è stato con il candidato Stefano Pedica

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Un’idea che non è piaciuta a Giorgia Meloni che ha attaccato sui social con un sarcastico: ”Toh! ma guarda un po’…sbaglio o lo avevamo previsto??? L’ironia del presidente di FdI fa riferimento alla sua dichiarazione rilasciata ieri nel corso di una iniziativa a Roma contro il degrado. ”Non sappiamo quanti cinesi vivano all’Esquilino – aveva detto – ma a breve ci saranno le primarie del Pd e forse avremo qualche dato in più…”. Immediata la risposta di tutti i candidati del centrosinistra che gridano al razzismo della Meloni e chiedono un chiarimento.

Secondo l’ultimo censimento sarebbero circa 15mila cinesi a Roma, non tutti saranno così coinvolti da andare a votare ma Wong prevede che saranno circa un migliaio quelli che potrebbero partecipare. Un “tesoretto” da non sottovalutare visto i tempi “modesti” in termini di partecipazione.

Proprio la paura dei un flop ha messo in atto una grande mobilitazione: saranno 190 i seggi messi in campo di cui almeno 110 gazebo. Il Commissario Matteo Orfini ha dichiarato che punta almeno a 70 mila voti, molti di meno rispetto a quelli dichiarati nel 2013 e chiede ai candidati, un pò scherzosamente (e un po’ no) di discutere per mettere in evidenza le differenze tra i programmi. Invito a cui i candidati sembrano non volere aderire anche se sono stati annunciati almeno due confronti tra tutti i candidati, di cui però non si sanno ancora i particolari. Domenica potrebbero essere ospiti di Lucia Annunziata nel suo programma su Rai Tre. Poi il 3 marzo, tre giorni prima del voto di domenica, ci dovrebbe essere un confronto pubblico nella Capitale.

Per il momento in città non sembrano fervere i preparativi. Nessun manifesto, ufficialmente per non imbrattare i muri e non spendere troppo, e nessuna indicazione su luoghi e date. Ma al 6 marzo manca ancora un po’ di tempo e tutto può ancora succedere.

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