Primarie Roma, Giachetti smentisce l’abuso delle schede bianche

Amministrative
Le operazioni di voto per le primarie del centrosinistra per il candidato a sindaco di Napoli, nel quartiere di Scampia, 6 marzo 2016. ANSA/CESARE ABBATE/

Il vincitore delle primarie per la corsa al Campidoglio interviene nella polemica delle schede bianche

“A Roma qualcuno sostiene che sono state aggiunte un paio di migliaia di schede bianche. Non è così. La ragione dovrebbe essere quella di dimostrare una maggiore affluenza al voto, ma anche un bambino capisce che da 43mila o 45mila votanti non cambia nulla”. A sostenerlo è il candidato del centrosinistra per il Campidoglio Roberto Giachetti interpellato sul caso sollevato oggi dal Messaggero. L’ipotesi del quotidiano romano riguarda alcune schede bianche che sarebbero state aggiunte nella conta per far aumentare l’affluenza delle Primarie a Roma. L’ammissione di questa alterazione sarebbe arrivata, secondo Il Messaggero, proprio dalla voce di un dirigente Pd.

“Qualcuno lo sostiene, ma è tutto da verificare” spiega Giachetti. “Pur non essendo state Primarie flop, dobbiamo prendere atto che c’è un segnale evidente dal Pd. Io non sottovaluto il diminuire dell’affluenza alle urne ma non ci sono paragoni da fare con quanto successo a Napoli”.

Intanto, dalla minoranza Pd arriva forte l’appello perché non si cada nell’errore di considerare i sessantamila voti come voti “strappati a Mafia Capitale” o il risultato di aver lasciato fuori “i vecchi capibastone”.

E proprio di questo si parlerà nella Direzione nazionale del partito convocata per il 21 marzo dal presidente del Pd, Matteo Orfini, d’accordo con il segretario Matteo Renzi. Una direzione in cui ci si dovrà chiarire internamente e discutere di quello che è stato sollevato dalla minoranza dem come un problema: ovvero la scarsa affluenza al voto di domenica. “A fronte della discussione sviluppatasi in queste ore all’interno del Partito – aveva detto ieri Orfini  -, ritengo sia necessario che il tema venga affrontato senza indugio e in maniera esplicita nelle sedi opportune”.

E al centro del dibattito non potrà non esserci un altro tema messo in risalto da alcuni esponenti dem, ossia il tema del doppio ruolo di Matteo Renzi, premier e segretario, il quale non riuscirebbe (secondo la minoranza) a occuparsi abbastanza di Pd.

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