Primarie Napoli: Bassolino perde l’occasione e Valente ne approfitta

Amministrative

Nel dibattito a tre, la candidata dei Giovani turchi fa emergere la propria esperienza rispetto agli avversari. L’ex sindaco non si presenta. Il video integrale del confronto

Il fantasma di Antonio Bassolino aleggia fino a un certo punto sul dibattito tra i candidati alle primarie di Napoli. Valeria Valente e Marco Sarracino vanno avanti per conto loro, senza attacchi personali né reciproci né nei confronti del convitato di pietra, che ha rifiutato l’invito giustificandosi con problemi di agenda.

Più aggressivo Antonio Marfella, come si addice al ruolo dell’outsider. Molto più accomodante invece Sarracino, che svicola alle domande sul suo eventuale ticket con l’ex sindaco nel caso in cui quest’ultimo vincesse la competizione di domenica prossima (voce che circola in città) e anche alla domanda diretta sulla sua assenza. Valente, dal canto suo, punta a trasformare la sua precedente esperienza amministrativa in città in un punto di forza e da questo punto di vista appare più solida dei suoi avversari.

Il fair play comunque fa scivolare via il dibattito senza particolari picchi di interesse, così come successo ieri tra i candidati alle primarie romane. La battaglia è già rivolta tutta contro de Magistris, che rimane il vero avversario da battere. E tutti sanno che non sarà facile: l’obiettivo minimo è arrivare al ballottaggio. “A questa città serve un sindaco del Pd, per sbloccare ciò che de Magistris ha bloccato finora” a causa di quella che Sarracino definisce “una battaglia politica personale contro Renzi”. D’accordo anche Valente. Per lei, il primo cittadino uscente è “un capopopolo che cavalca la rabbia, mentre dovrebbe assumersi la responsabilità di dare risposte a questa rabbia”.

E su questo, Valente gioca la carta dell’esperienza: “Aver fatto la consigliera e l’assessore è tutto a mio vantaggio. Non fa bene mandare un marziano a Palazzo di città. Io so come si fanno le cose”. Il suo primo provvedimento sarebbe “un piano straordinario di manutenzione urbana, con un’area verde, una piazza e una strada per ogni quartiere”. Sarracino, invece, punta sulle periferie: “Come prima cosa, butterei giù le Vele di Scampia”.

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