Primarie Milano, Sala in campo. E parte subito l’attacco incrociato

Milano
Il commissario Expo Giuseppe Sala a Milano in occasione dell'incontro "Expo Milano 2015: le ragioni del successo", 16 dicembre 2015. 
ANSA / MATTEO BAZZI

L’ex Ad di Expo annuncia ufficialmente la sua candidatura a sindaco. La sinistra-sinistra in difficoltà e da destra comincia a muoversi la macchina del fango

Balzani-Majorino-Sala, in rigoroso ordine alfabetico. Il mese disponibile per la presentazione delle candidature (dal 12 dicembre al 12 gennaio) in vista delle primarie del centrosinistra a Milano non è ancora finito, ma il trittico che si sfiderà il prossimo 7 febbraio è ormai noto. Pierfrancesco Majorino, Francesca Balzani, Giuseppe Sala: da uno di questi tre nomi uscirà l’uomo (o la donna) che rappresenterà il Pd e il centrosinistra a Milano alle prossime elezioni amministrative.

L’ultimo a sciogliere ufficialmente la riserva è stato l’ex Ad di Expo, in un’intervista pubblicata da Repubblica. “Mi sono chiesto per mesi se fosse la scelta giusta, poi ho capito che non è il momento dei dubbi”. Sala chiarisce subito alcuni punti fondamentali per capire la sua candidatura: “Il Pd è il mio partito di riferimento, ma io sono un esterno che vuole parlare di Milano”, sottolinea. Dell’appellativo di candidato renziano non vuole sentir parlare: “Non assocerò mai il mio nome a categorie politiche nazionali”.

Le risposte più importanti riguardano gli interrogativi sulla sua collocazione politica e sull’eventuale maggioranza che lo sosterrà in caso di elezione. “Nel 2011 ho votato Pisapia. Chiunque sarà il prossimo sindaco lo dovrebbe coinvolgere: potrebbe essere, per esempio, garante sul tema dei diritti civili”. E ancora, riguardo l’accusa di voler andare a pescare voti (e sostegno) nel campo del centrodestra, lancia un messaggio a Sel: “Non chiedo patti di fedeltà a priori, se vinco lavorerò con chi, a sinistra, ci sarà. Quel che è certo è che non farà alcun allargamento all’Ncd“.

Parole che tolgono qualsiasi dubbio sulla ‘legittimità’ della partecipazione di Sala alle primarie del centrosinistra e ributtano la palla nel campo della sinistra-sinistra. La tentazione di rompere l’alleanza (soprattutto sotto la spinta di Roma) c’è ancora. Prima la scusa per sfilarsi era: “Sala è di destra”. Ora, invece è un’altra: “Sala rischia di vincere troppo facilmente le primarie, dato che Balzani e Majorino si riferiscono allo stesso elettorato”. Sono semplificazioni, è chiaro. Ma non si allontanano troppo dalla realtà. La sensazione (più di una sensazione) è che Sel e Sinistra Italiana stiano cercando qualsiasi tipo di appiglio per slegarsi dal Pd.

Le dichiarazioni di Sala hanno avuto un altro effetto: scatenare la reazione rabbiosa del centrodestra. Alessandro Colucci, coordinatore Ncd in Lombardia, non ha preso bene l’esclusione del suo partito dai pensieri di mister Expo: “Avevamo conosciuto un Giuseppe Sala capace di scelte anche controcorrente e, invece, ci troviamo a leggere dichiarazioni al limite della piaggeria nei confronti dell’attuale sindaco di Milano”.

Ancora peggio Riccardo De Corato, consigliere comunale di Fratelli d’Italia: “Sala deve spiegare, deve rendere conto delle spese di Expo”. Il ritornello dei conti dell’esposizione universale sarà ricorrente in questa campagna elettorale e sarà usato (non solo da destra ma anche dal M5S per esempio) per attaccare sia il candidato che il governo, locale e nazionale. Ancora una volta è lo stesso Sala a spegnere le velleità polemiche degli oppositori: “I conti, certificati, sono in positivo: sarà un’arma elettorale spuntata“.

Vedi anche

Altri articoli