Primarie Milano: Sala e Majorino in campo, Balzani quasi

Milano
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Si va componendo il quadro delle primarie del centrosinistra a Milano. Ecco perché le mosse dei due membri della giunta potrebbero avvantaggiare mister Expo

Si va velocemente ricomponendo il puzzle della corsa a sindaco di Milano. Mentre a destra ancora si brancola nel buio, in attesa di capire non solo chi sarà il candidato ma anche quale sarà la coalizione che dovrà esprimere un nome spendibile, nel centrosinistra, dopo settimane di dubbi, voci e rincorse, il quadro è più chiaro. Si parte da una certezza: la data delle primarie è stata fissata, i cittadini milanesi saranno chiamati a scegliere il proprio candidato il prossimo 7 febbraio. Chi vorrà correre avrà tempo dal 12 dicembre al 12 gennaio per presentare le 2.500 firme richieste per la candidatura.

Altra certezza: Giuseppe Sala è ormai in corsa. Il super-commissario di Expo ha sciolto la riserva, l’ha fatto capire intervenendo alla Leopolda venerdì sera. Non appena sarà chiuso il suo impegno con la presentazione del bilancio dell’esposizione universale si lancerà in una campagna elettorale che, se tutto andasse secondo i piani, dovrebbe farlo diventare il candidato del centrosinistra e poi il nuovo inquilino di Palazzo Marino.

Chi proverà sicuramente a far saltare questi piani sarà Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, che ha ribadito la sua intenzione di correre alle primarie. “Da settimane ho lanciato la mia sfida a Sala. Abbiamo concordato una data, l’8 gennaio, per un dibattito. Sarà un dibattito vero, con gente vera davanti”. Espressione dell’ala sinistra del partito milanese, Majorino vede in mister Expo un uomo troppo vicino ad un’idea di centrismo post-ideologico. Identikit che lo stesso Sala rigetta con convinzione: “Io sono di sinistra e non certo da ora”. Nessuna apertura a destra, nessun allargamento a Ncd, nessun esperimento di ‘partito della nazione’ in salsa lombarda.

Sul quadro pesa però un’altra incognita che sta rapidamente trasformandosi in certezza. Che cosa farà Francesca Balzani? L’attuale vicesindaco di Milano era stata ‘lanciata’ da Giuliano Pisapia (che l’ha anche presentata a Matteo Renzi) come possibile candidato unitario del centrosinistra. Operazione tardiva, un po’ improvvisata e naufragata in fretta, vista l’indisponibilità di Majorino a ritirare la propria candidatura e le perplessità di parte del Pd meneghino che ormai da mesi sta lavorando sul nome di Sala.

La Balzani, però, sembra non voler tirare i remi in barca, anzi. Forte dell’appoggio (per ora implicito) di Pisapia, pare decisa a sciogliere la riserva in tempi brevi: “Penso che potrei essere un buon sindaco per Milano, voglio provare a dare continuità all’esperienza positiva maturata da questa giunta”. Parole che non lasciano molti dubbi sulle prossime scelte della Balzani. Politicamente più vicina a Majorino (che però non convince Pisapia), spera in una rinuncia da parte del collega: “E’ una richiesta che ci arriva da più parti – spiega – e sarebbe un peccato se non trovassimo un modo per fare squadra in un momento così importante”.

Accordo che però, al momento sembra lontano, troppo lontano. “Perché dovrei rinunciare?”, si chiede Majorino. “Le primarie – aggiunge – saranno un’ottima occasione per confrontarci sull’idea di città che abbiamo”. Dal canto suo, la Balzani comincia ad affilare le armi: “Faccio notare un paradosso. Sala ha un’esperienza tecnica, ma è totalmente privo di esperienza politica. Majorino ha tutta una vita di esperienza politica , ma non mi risulti che abbia fatto altro. In fatto di bilanci, immodestamente, credo che nessuno possa competere con me”.

Nel frattempo, lo stesso Sala attende sornione le mosse dei due. Se si candidassero entrambi, infatti, le sue chance (già alte) lieviterebbero, dato che Majorino e Balzani, rivolgendosi di fatto ad una fetta simile dell’elettorato di centrosinistra, quella riconducibile al ‘modello arancione’ di Pisapia, potrebbero sottrarsi voti a vicenda.

 

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