Primarie Milano, le periferie al centro del primo dibattito (VIDEO)

Amministrative

Al teatro Dal Verme il confronto all’americana tra Balzani, Iannetta, Majorino e Sala

Millequattrocento posti esauriti già un’ora prima e tanti che rimangono fuori: è ressa al teatro Dal Verme di Milano per il primo confronto stile Usa tra tutti i candidati alle primarie del centrosinistra del 7 febbraio. La vicesindaco Francesca Balzani, il manager del sociale Antonio Iannetta, l’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino e il commissario di Expo Giuseppe Sala in piedi dietro leggii trasparenti affrontano le domande, tre i minuti a testa per ciascuna risposta.

Si entra nel vivo della sfida, non senza qualche frecciata. Come quella di Majorino quando chiede ancora “chiarezza sui bilanci di Expo”: e qui Sala ribatte subito, “è pericolosissimo lasciare in giro questa idea: il bilancio di Expo è certificato da revisori esterni, dovremmo tutti essere orgogliosi del lavoro fatto”.

Si parte dalle tasse, ed è l’assessore al Bilancio Balzani a dare voce alla voglia di Milano di tenere per sé quanto entra con i tributi locali, “dobbiamo rivendicare di poterli trasformare in servizi per la città”. “La pressione fiscale è elevata. Ci vuole però un motivo forte per ottenere dal governo condizioni particolari per Milano – incalza Sala –e per questo può essere la nascita qui della più grande area metropolitana del paese, in Inghilterra Manchester per questo ha avuto di più dal governo”.

Majorino rilancia con “una battaglia politica con Roma, per avere più fondi che devono avere però un obiettivo chiaro, il riscatto sociale degli ultimi”. Sempre su questo fronte Iannetta propone di non far pagare la tasse per tre anni alle start up. Le realtà imprenditoriali e giovanili ricorrono poi nella proposta dell’assessore al Welfare per “100 spazi di proprietà del Comune, da concedere per cinque anni gratuitamente a giovani imprese: nel 2016 Milano deve essere la città della rivoluzione ambientale, del rilancio dei quartieri popolari e in cui mettiamo le nuove generazioni al lavoro”.

Rimanendo ai progetti, Balzani si concentra sui “grandi spazi vuoti privati, pari a due volte il Pirellone”, che la vicesindasco sogna di poter portare in una sorta di “Borsa in cui fare incontrare domanda e offerta”, un altro modo per “dare nuova centralità alle periferie”. Sala ribadisce invece il sogno di “riaprire i Navigli“, il progetto più a breve termine è invece “girare quartiere per quartiere lavorando su case e servizi”.

Quanto ai fondi necessari, “il Comune potrebbe scendere al 30% nella sua partecipazione a Sea”. Majorino mette poi tutti d’accordo quando invita a “eliminare entro il 2021 lo scandalo dei 9500 alloggi pubblici sfitti a fronte di 21 mila famiglie senza casa“. Gli appelli finali: alla partecipazione alle primarie per Balzani, Sala disegna una città “innovativa e inclusiva”, Majorino propone di “continuare a cambiare con più radicalità”, l’outsider Iannetta si dipinge come l’uomo fuori dai giochi.

Si torna dunque a mettere in primo piano le proposte, dopo giorni segnati da polemiche a cui ieri si è aggiunto l’attacco frontale de Il Giornale a Sala (“cosa mi differenzia dagli altri in corsa alle primarie? Gli attacchi ridicoli e goffi del centrodestra”, ribadisce dal palco), su “gli architetti di Expo che hanno fatto la supervilla a Sala”. Il manager questa volta non abbozza, “accetto tutte le critiche ma non la minima illazione sul mio essere onesto fino al midollo. I progetti della mia casa al mare sono di Giampaolo Monti e non di Michele De Lucchi (autore del Padiglione Zero di Expo), che ha realizzato solo interventi esterni e uno interno, con un contratto per 72.800 euro tra novembre 2012 e luglio 2013; Matteo Gatto (direttore aree tematiche di Expo) non ha fatto alcunché, è solo andato a vedere il terreno”. Quindi una battuta, “da Expo De Lucchi ha avuto 110 mila euro, so negoziare meglio sui soldi pubblici che sui miei”, e il contrattacco: “Il centrodestra è in un vuoto mentale, trovo incredibile che per una competizione importante come quella di Milano non abbia ancora uno straccio di candidato. E allora fa rimbalzo su ogni cosa che dico o faccio”.

Sala torna anche sulla precisazione del giorno prima del sindaco Giuliano Pisapia, di non aver mai “pregato” Sala di rimanere Ad di Expo fino al 31 gennaio. Il manager non vuol sentire parlare di scontri in casa, “al di là del verbo usato quando a dicembre l’ho sentito al telefono ho arguito che, non avendo ancora fatto il bando per sostituirmi, la mia permanenza per un altro mese potesse essere di qualche utilità. Ora vedo cosa mi costa essere rimasto”.

Molti hanno letto nella nota del primo cittadino il preludio a un sostegno esplicito alla sua vice. Anche se Pisapia, dopo il confronto ha detto: “Non c’è stato un vincitore e questo secondo me è importante. I vincitori sono state le migliaia di persone che erano presenti e quelli che non hanno potuto esserci perché c’erano pochi posti disponibili”.

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