Primarie a Milano: senza gazebo saranno più belle

Milano
Alcuni cittadini votano per le primarie in un seggio allestito  a Milano, 2 dicembre 2012, ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Si voterà in luoghi più attraenti e rappresentativi della città che cambia, dai bar agli spazi dedicati al coworking

Con un hashtag scherzoso proposto qualche tempo fa quelle di Milano sono già state definite “le primarie più belle d’Italia”: senza dubbio sono le più originali e “giovani” mai organizzate dal centrosinistra.

A dare un aspetto nuovo a questo appuntamento del centrosinistra saranno soprattutto i luoghi scelti per votare il candidato sindaco: niente più gazebo (anche a causa del freddo previsto in quei giorni), ma luoghi che si stanno “imponendo” nella quotidianità dei milanesi grazie alla loro originalità e indipendenza. Dagli spazi di lavoro ai bar, dai piccoli esercizi commerciali alle librerie indipendenti fino ai circoli del Pd e di Sel.

“E’ un modo per creare dei link con dei luoghi che non sono stati scelti a caso. A partire da alcune librerie indipendenti che vogliamo valorizzare, poi ci sono spazi di coworking come Avanzi che qui a Milano si stanno conquistando una fetta importante dell’economia post crisi e sono frutto di un lavoro importante fatto dalla giunta”, spiega  il segretario del Pd Milano Pietro Bussolati. Non mancherà il piccolo commercio, dai bar agli esercizi più classici: “I bar a Milano sono raddoppiati rispetto a cinque anni fa” e per un giorno si trasformeranno in luoghi di voto e socialità, offrendo allo stesso tempo “un po’ di ossigeno al piccolo commercio”.

Votare sarà più facile e veloce. Aumenterà il numero di seggi rispetto alla volta precedente – da 128 a 150 – e già da domani sarà possibile, inserendo il proprio indirizzo di residenza, consultare online la mappa con i seggi di riferimento dal sito http://primariemilano.it/. Chi preferisce, invece, potrà telefonare al numero 0284232959 oppure al 346 0715475 o recarsi direttamente in un circolo Pd o Sel del Comune.

Per la prima volta le primarie saranno su due giorni: si potrà votare anche sabato 6 febbraio in 9 seggi (uno per ogni zona di Milano) dalle 8 alle 18. Domenica 7 febbraio, invece, tutti i 150 seggi saranno aperti dalle 8 alle 20. Da dopodomani sarà possibile registrarsi e versare il contributo di due euro online: in questo modo, sarà possibile recarsi direttamente al seggio e votare senza fare la fila.

Oltre al contributo minimo di due euro, che serviranno a coprire i costi organizzativi, per votare non sarà più necessaria la tessera elettorale, ma sarà sufficiente un documento valido (patente o carta di identità). Anche perché potranno votare tutti i milanesi dai 16 anni in su e i cittadini Ue residenti e con regolare permesso di soggiorno. Ma non c’è nessun rischio di doppio voto perché, spiega Bussolati, “useremo gli elenchi aggiornati forniti dal Comune di Milano”.

Un modo anche per rendere più facile e piacevole il lavoro dei volontari che saranno circa un migliaio. “In un’epoca di antipolitica, avere un migliaio di volontari e una campagna rivolta a un progetto politico ampio sono elementi di grande orgoglio”.

Intanto c’è grande attesa per il primo dibattito di domani alle 19 nel Teatro Dal Verme: sarà possibile seguirle in streaming sulla Televisione Web. In un confronto all’americana, i candidati che avranno tre minuti di tempo per rispondere a ogni domanda posta dai giornalisti locali e da alcuni supporter estratti a sorte. Al termine del dibattito ogni candidato, inoltre, avrà il tempo per un appello finale.

La campagna di promozione delle primarie non ha precedenti su Milano: ci saranno 150 manifesti in tutta la città e su due linee della metropolitana, oltre agli incontri sul territorio per promuovere la partecipazione in alcuni ambiti specifici della città.

Alle scorse primarie comunali hanno votato 67mila persone: “Noi lavoriamo per raggiungere quel numero e possibilmente migliorarlo – spiega Bussolati -. Certo, nel frattempo sono cambiate tante cose, perché quel voto aveva anche una componente di antiberlusconismo molto sentita, ma c’è anche la percezione che chi vincerà le primarie se la giocherà davvero per diventare sindaco di Milano”.

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