Prima i fischi, poi il selfie: Confcommercio chiede a Renzi più attenzione

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Il premier è stato contestato per le misure fiscali e sulle politiche del lavoro, che finora non hanno favorito questa platea. “Abbiate fiducia nella politica – è stata la replica – stiamo dando un segnale che aiuterà tutti”

Gli 80 euro, le tasse, i costi della politica. Sono questi i temi che dividono Matteo Renzi dalla platea di Confcommercio, che stamattina ha contestato il premier, intervenuto all’assemblea nazionale dell’associazione di categoria. Al termine del suo discorso, però, è arrivata la riappacificazione: Renzi è sceso in platea, ha posato per un selfie con i suoi contestatori, che gli hanno anche regalato una maglia con scritto “più coraggio, meno tasse”. Tanto che alla fine il presidente Carlo Sangalli ha parlato di un “clima positivo e costruttivo”.

Uno slogan che, dal palco, il premier ha subito detto di condividere, seppure con cautela: “Tutto sta a capire come fare… Il punto vero è parlare un linguaggio di verità“. E questo Renzi ha provato a fare, anche sottoponendosi alle proteste. Ad esempio quando ha rivendicato l’operazione degli 80 euro (rivolti ai soli lavoratori dipendenti, quindi non ai commercianti, ai quali chiaramente non è piaciuta), o quando ha negato che l’Italia sia oggetto di una “invasione” di migranti, spiegando che bisogna fare di tutto per salvare chi rischia di morire in mare, o infine quando ha chiesto di non contestare il ruolo della politica: “Dovete credere nella politica – ha detto – l’atteggiamento di chi dice tutti uguali fa il vostro male, non il vostro bene. La politica deve cambiare passo e tono ma deve essere una politica con la P maiuscola”.

Ma il tema caldo è quello economico. Le tasse restano il tasto più sensibile per questa platea, e non solo. Renzi, allora, si è impegnato a non aumentare l’Iva, ricordando che “le clausole non sono mai state toccate dal nostro governo, l’ultimo aumento è scattato nell’ottobre 2013, noi siamo in carica dal febbraio 2014″. Un’affermazione che ha raccolto il plauso di Sangalli. Inoltre ha spiegato che anche il rinnovato rapporto con l’Europa, non più in posizione subordinata ma paritaria, sta già dando i suoi frutti: “Abbiamo ottenuto una flessibilità che vale 30 miliardi di euro in due anni, che sono andati tutti per la riduzione della pressione fiscale“.

Riferendosi all’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa, operazione che sarà celebrata la prossima settimana con una mobilitazione apposita dal Pd, il presidente del Consiglio ha spiegato che dare avvio alla riduzione fiscale è un segnale positivo per tutto il Paese, anche se “voi dite giustamente che non è sufficiente e vi lamentate perché iniziamo dalle tasse degli altri”. E ha riconosciuto che, se aumentano i posti di lavoro a tempo indeterminato, “i lavoratori autonomi e le piccole medie imprese sono ancora in sofferenza”.

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