Prendi i meriti (non suoi) e scappa: Roberto Fico e la Rai

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Il Piano Trasparenza della Rai è stato voluto dal governo Renzi e il M5S non l’ha votato ma Fico sembra dimenticarsene…

La Rai come “una casa di vetro”. Una vera e propria rivoluzione per la più grande industria culturale italiana che si accinge a mettere in atto il Piano Trasparenza voluto dal governo Renzi. Un riforma del dicembre 2015, e attuativa dal gennaio 2016, che prevede che gli stipendi dei top manager sopra i 200 mila euro, ma anche consulenze, appalti, bilanci, investimenti, vengano resi pubblici. Un unicum in Italia, che ha pochi precedenti anche in tutta Europa: il modello è quello della televisione pubblica inglese BBC.

Ma a differenza del piano inglese, il nostro, come spesso accade, non può che portare con sé anche tutta una serie di polemiche e malumori.

A far discutere, perché pubblicati in anteprima da alcune testate, i compensi di alcuni dirigenti, consulenti e collaboratori. Le cifre ufficiali ancora non si conoscono, Dg e presidente, in conferenza stampa non si sono sbottonati ma sui numeri sono in molti a puntare il dito: da Di Battista di 5Stelle che parla di stipendi “vergognosi” al segretario dem della Vigilanza Rai Michele Anzaldi (“compensi ben oltre il tetto imposto dal governo”) fino al presidente Pd Matteo Orfini che sottolinea come molti dei “beneficiari non hanno alcun mercato”.

Il commento più interessante è però quello di Roberto Fico, Presidente della Commissione vigilanza Rai, che non nasconde la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto e sulla sua pagina Facebook scrive: “Da domani i cittadini potranno finalmente avere accesso alle informazioni su stipendi e curricula dei dirigenti e consulenti della Rai. Questo è stato possibile grazie all’azione del M5S. Il Piano per la trasparenza aziendale è infatti una nostra proposta che è stata inserita nella riforma Rai”.

Peccato il senatore grillino si sia dimenticato di aggiungere un particolare fondamentale e ciò che il M5S questa riforma non l’ha votata in Parlamento. Nello specifico, ricorda il senatore dem Verducci “votarono contro la direttiva Renzi sul tetto ai dirigenti a 240mila euro”.

Non contento Fico, in un’intervista al quotidiano La Stampa, si cimenta in un vecchissimo gioco di ingerenze politiche e, riferendosi a Mario Orfeo, dichiara: “Non trovo in lui quella imparzialità: penso che il Tg1 abbia bisogno di un cambio. E lasciamo perdere il suo teatrino ignobile a Porta a Porta contro la senatrice M5S Barbara Lezzi”. Teatrino per cui Fico ha minacciato una querela nei confronti di Vespa e lo stesso Orfeo.

Queste dichiarazioni fanno il paio con le ultime esternazione del senatore Giarrusso che è arrivato a minacciare un giornalista Rai, invitandolo a “buttarsi a mare con una pietra al collo“.

Editto bulgaro, epurazioni, minacce: un film già visto in Rai.

 

 

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