Ppe, attacco all’Italia. Renzi: basta lezioncine

Europa
Italian Prime Minister, Matteo Renzi, talks during his speech at the gala dinner in Accra (Ghana), 01 February 2016.
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Nuovo affondo del capogruppo Weber: niente margini per la flessibilità, Moscovici lo smentisce. Ma i rapporti con la Commissione sono tesi

Due settimane fa aveva attaccato sul mancato via libera italiano all’accordo con la Turchia, questa volta è tornato alla carica sulla flessibilità per i migranti. Lo scontro tra Governo italiano e Commissione è esploso nuovamente e a dare fuoco alle polveri è stato ancora una volta lui: il capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber, che ieri è tornato ad attaccare a testa bassa Renzi per la richiesta di scomputare dal calcolo del Patto di Stabilità le spese sostenute per i rifugiati. «La Commissione negli ultimi anni ha dato massima flessibilitàı, ha detto Weber, rispondendo a una domanda di un giornalista italiano, e anche i commissari socialisti come il responsabile per gli Affari economici Moscovici, ha assicurato il capogruppo del Ppe, «constatano che non ci sono più margini per maggiore flessibilità». Un’impostazione poi smentita in serata dallo stesso Moscovici.

L’ennesima tirata di Weber è arrivata poche ore dopo le dichiarazioni del premier Matteo Renzi, che dall’Africa ha fatto sapere che l’Italia è pronta a versare i suoi 231 milioni di euro per rispettare l’accordo da tre miliardi di euro tra Ue e Turchia sui rifugiati, ma ha protestato per il mancato via libera della Commissione alla flessibilità chiesta dall’Italia. «Noi pensiamo che i migranti siano uguali – ha detto Renzi – se vogliamo risolvere il problema dell’immigrazione serve una strategia di lungo periodo, non polemicucce da quattro soldi»

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