Povertà, 600 milioni in più per le famiglie con minori

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Dal 2016 ci sarà un miliardo. Save the Children: “Finalmente un aiuto a un milione di bimbi”

Vale nel complesso 1,4 miliardi l’intervento di contrasto alla povertà “disegnato” dalla manovra uscita dal Consiglio dei ministri: 600 milioni sul 2016, che si aggiungono all’attuale stanziamento di 800 milioni e che saliranno a 1 miliardo dal 2017 in avanti. Con un obiettivo mirato: aiutare i più deboli tra i deboli, ovvero un milione di bimbi che vivono in nuclei familiari sotto la soglia di povertà (circa 560 mila famiglie). Anche grazie al rafforzamento delle azioni sul territorio, per cui sempre la legge di Stabilità 2016 prevede una dotazione di 100 milioni «nel rapporto proficuo con le fondazioni bancarie, i Comuni e il terzo settore», come spiega lo stesso premier Renzi.

Misure cui plaude un’associazione da sempre attiva a tutela dei minori come Save the Children: «Finalmente il governo approva una misura di contrasto alla povertà minorile, riconoscendo la gravità di un problema su quale da anni sollecitiamo un intervento». I provvedimenti veri e propri non si trovano nella Legge di Stabilità, l’intenzione è quella di inserirli in un ddl collegato. Il quadro comunque dovrebbe essere questo: gli assegni attuali per le famiglie più bisognose, evoluzione della social card, vanno da 80 euro (con reddito Isee fino a 25 mila euro) a 160 euro mensili (se l’Isee arriva fino a 7 mila euro). Cifre evidentemente insufficienti, l’idea allora sarebbe quella di far salire l’assegno almeno a 250 euro mensili, fino a un massimo di 400 nel caso, ad esempio, di una famiglia di cinque persone con figli minori. Ancora da definire la soglia al di sotto della quale scatterà il sostegno, che verrebbe comunque modulato in fasce diverse a seconda dell’Isee del nucleo familiare.

Gli altri interventi

Le intenzioni dell’esecutivo erano state anticipate dal premier Renzi qualche giorno fa, quando aveva parlato di ogni bambino che non può vivere in condizioni decenti come di un «tesoro buttato» per il nostro paese e dell’«emergenza» rappresentata da ben 1 milione di minori in stato di povertà. Cifra impressionante e allarmante, su cui ha voluto richiamare l’attenzione annunciando appunto «per la prima volta in 70 anni della Repubblica» un intervento ad hoc per questa fascia così peculiare di cittadini. L’altro punto fermo fissato ieri in Consiglio del ministri sarà quello di creare una rete che permetta interventi coordinati appunto con Comuni, terzo settore, fondazioni per un totale di 100 milioni. Accanto a queste misure ad hoc per il contrasto alla povertà, aumenta da 250 a 400 milioni la dotazione del Fondo per le politiche sociali da ripartire tra le Regioni. In questo modo, gli aiuti diretti da parte dello Stato potrebbero sommarsi a una serie di azioni di rinforzo, mirate ad esempio all’aiuto nella ricerca del lavoro per i genitori disoccupati dei nuclei con minori più disagiati. Perché «il problema non è solo integrare il reddito ma garantire l’inclusione sociale – ribadisce il sottosegretario a Lavoro e Politiche sociali, Luigi Bobba – dobbiamo evitare che queste famiglie si sentano tagliate fuori, rimangano ai margini».

Le associazioni

Bobba, ex presidente Acli, risponde anche alle osservazioni dell’Alleanza contro la povertà, il cartello di 33 associazioni (tra cui appunto le Acli) che alla vigilia della manovra aveva sollecitato il governo a presentare un piano «organico» di contrasto alla povertà, «definendo fin da ora le tappe di un percorso» verso un piano nazionale. «L’Alleanza chiedeva di mettere 7 miliardi entro 5 anni. Il fatto che dal 2016 ci sia un miliardo strutturale per la lotta alla povertà va in quella direzione – nota allora il sottosegretario Bobba – il traguardo non è ancora realizzato pienamente ma la strada intrapresa è quella, significa che i fondi saranno strutturali, non si dovrà cercarli in un cassettino un po’ alla volta. E comunque le cifre si possono anche modificare». Dal canto suo, Save the children riconosce nelle misure previste dal Consiglio dei ministri «un primo passo» importante. Per Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa dell’associazione, «ora è indispensabile un impegno congiunto da parte del governo, delle istituzioni regionali e locali, dell’associazionismo e del volontariato, delle fondazioni e del mondo dell’impresa per un piano di contrasto alla povertà minorile che tocchi tutte le sfere di deprivazione dell’infanzia nota, in particolare contrasti la povertà educativa che oggi mina alle radici il futuro di moltissimi minori».

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