Porto Torres, sindaco M5S intimava alla consigliera ribelle: “O lui o ti dimetti da consigliera”

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Diffuso un file audio in cui il sindaco grillino di Porto Torres chiede ad una consigliera di lasciare il fidanzato, giornalista critico nei confronti del M5S

“O lui o ti dimetti da consigliere”. La voce è quella del sindaco grillino di Porto Torres Sean Wheeler, come ha riconosciuto lui stesso e la brutta vicenda è quella che Unità.tv aveva svelato per prima raccontando il retroscena che c’era dietro le dimissioni dell’ex capogruppo M5S di Porto Torres Paola Conticelli

La frasi registrate e diffuse in un file audio dalla Nuova Sardegna sono l’ultimo capitolo di uno scontro al veleno esploso nel comune sardo all’interno del gruppo pentastellato tra il sindaco e la consigliera che poi era stata espulsa dallo staff nazionale del Movimento 5 Stelle, perchè “lontana da quelli che sono i principi del M5S”. Un conflitto che arriva persino all’ingerenza nella vita privata con il primo cittadino che fa pressioni ad un proprio consigliere affinché lasci il fidanzato, giornalista locale, colpevole di essere stato critico nei confronti del movimento.

“Al prossimo articolo di merda o a qualcosa, io chiederò il recall ( la segnalazione per attivare l’espulsione nel M5S ndr)“. Si sente dire Sean Wheeler che evidentemente non gradiva la linea critica di Carlo Eletti, responsabile del mensile cittadino “In Città”, compagno della Conticelli.

L’ex consigliera grillina già il giorno delle sue dimissioni aveva pubblicamente denunciato: “Si stanno tradendo gli impegni che abbiamo preso con i cittadini”, aveva spiegato la capogruppo raccontando di aver ricevuto “offese personali, minacce, gravissime ingerenze nella mia vita privata e nella mia libertà intellettuale” e specificando di poter dimostrare quanto denunciato.

Ora che quel file audio è stato diffuso il sindaco si è giustificato.  Una “situazione surreale”, quello che è stato pubblicato “rischia di essere fuorviante”. “Si tratta di un breve stralcio – spiega Wheeler – appiccicaticcio, di una riunione durata più di due ore perché non si riusciva a comprendere come fosse possibile che la Conticelli condividesse le aspre, e spesso gratuite, critiche al nostro gruppo (riportate dal compagno giornalista sul periodico “in Città”e potesse allo stesso tempo rimanere nel gruppo stesso. Nelle nostre riunioni si discute, ci si confronta anche aspramente ma a nessuno dei miei compagni sarebbe mai venuto in mente di registrare nascostamente, spezzettare e dare in pasto ai giornalisti frasi che sono prive del loro contesto generale”.

Eppure fino a questo momento, il sindaco aveva negato e respinto ogni accusa, postando lunghi videomonologhi su Facebook e dichiarando, anche alla stampa, di non aver mai chiesto a nessuno di lasciare nessuno e di essere completamente estraneo alla faccenda, nonostante la consigliera aveva detto di avere alcune registrazioni per dimostrarlo. Un materiale che ora è in mano alla Procura, a cui è arrivata una denuncia e che avrà il compito di indagare e fare i rilievi del caso, partendo da quel file audio che al momento appare come la punta di un iceberg.

 

 

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