Porte rosse per le case dei rifugiati. Un marchio per l’Inghilterra

Immigrazione
red

Il Times denuncia un caso di “apartheid” nel nord-est dell’Inghilterra: molte case che ospitano immigrati e rifugiati hanno porte di ingresso rosse che le distinguono dalle altre

Porte rosse nelle case che ospitano i migranti e rifugiati: un marchio e un segnale di riconoscimento visibile che non piace e che ad alcuni ricorda  la stella gialla imposta dai nazisti agli ebrei nella Germania degli anni più bui. La notizia è stata raccontata dal Times: a Middlesbrough, città dell’Inghilterra di nord-est in cui è confinata una forte concentrazione di richiedenti asilo nel Regno Unito le case destinate ai migranti hanno i portincini dipinti diversamente dagli altri. Ad aggravare le cose c’è il fatto che gli edifici in questione appartengono alla Jomast, società del miliardario Stuart Monk e subappaltatrice di G4S, gruppo legato all’Home Office (il ministero dell’Interno di sua Maestà) che gestisce una serie di progetti riguardanti l’immigrazione e la sicurezza.

La scelta di tinteggiare in questo modo i portoncini d’ingresso rende tali facilmente oggetto di vandali e razzisti: atti di teppismo, sassate, lanci di uova, intimidazioni varie, insulti xenofobi, persino qualche simbolo del Front National francese. E chi ha cercato di tinteggiare diversamente l’uscio ha visto arrivare alcuni addetti che hanno prontamente ripristinato l’originale in base a “ordini dall’alto”, per garantire – questa è stata la spiegazione – che le abitazioni potessero essere poi tenute d’occhio facilmente dalle squadre incaricate di eseguire controlli.

La Jomast, spalleggiata dalla G4S, giura che quelle porte rosse non sono un marchio. Eppure i cronisti del Times, aggirandosi in due dei quartieri più marginali di Middlesbrough, divenuti simili a ghetti per stranieri in attesa di conoscere il loro destino, hanno contato puntigliosamente 155 portoni rossi su 168.

Di fronte alle forti polemiche – un deputato locale ha paragonato le porte alla stella gialla che gli ebrei dovevano indossare per ordine delle autorità nella Germania nazista – è intervenuto il governo di David Cameron. James Brokenshire, sottosegretario all’Immigrazione, si è detto “fortemente preoccupato” e ha annunciato una ispezione in tempi rapidi. Mentre il gruppo G4S in un comunicato ha promesso di attivarsi immediatamente e di ridipingere con altri colori le porte sotto accusa.

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