Pomezia, Livorno, Mira: dove il metodo Pizzarotti non vale

M5S
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Comune che vai procedura che trovi. Lo staff pentastellato sempre più incoerente nelle procedure di sospensione/espulsione

Chi decide? Quali sono le regole del Movimento Cinquestelle? E perché per alcuni valgono ed altri no? Domande semplici che però sono ancora senza risposta. O meglio le risposte cambiano di volta in volta. Nonostante Roberto Fico, membro del Direttorio, dallo studio di Piazza Pulita continui a ripetere come un mantra, in merito alle procedure d’espulsione, che “Beppe è il garante”, mai come in questo momento le dinamiche interne al Movimento Cinquestelle appaiono torbide e confuse.

Tanto da convincere il sindaco pentastellato di Civitavecchia Antonio Cozzolino, intervistato dalla Stampa, a prendere posizione nella scacchiera dei favorevoli o contrari alla procedura di sospensione attivata per il collega di Parma Federico Pizzarotti. “Quella di Pizzarotti è una cosuccia. Rispetto ad altre inchieste è davvero una cosa minuscola. Mandare via Federico sarebbe un gesto pesante. Io non penso che verrà cacciato. Sono sicuro che chiarirà definitivamente la sua posizione e non ci sarà bisogno di arrivare alla misura estrema”.

Una posizione che cozza con quella assunte da altre fasce tricolori grilline: Per esempio il sindaco di Livorno Filippo Nogarin ricordava a Pizzarotti che nel M5S “la trasparenza è la stella polare” e commentava che nascondendo per settimane l’avviso di garanzia “ha commesso un grave errore”. Eppure lo stesso ha ricevuto un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta in concorso relativamente alla vicenda dell’azienda dei rifiuti.

Anche il primo cittadino di Pomezia, Fabio Fucci, ha confessato di essere stato iscritto nel registro degli indagati nel 2013, informando del fatto l’opinione pubblica solo al momento dell’archiviazione dell’indagine, nonostante tra i capi citati nell’iscrizione al registro degli indagati risulti anche l’art.328 del codice penale (cioè l’omissione di atti d’ufficio).

Insomma tre avvisi di garanzia, tre reazioni diverse da parte dei vertici. Pizzarotti sotto giudizio, Nogarin difeso a spada tratta e nessun provvedimento viene intrapreso dallo staff nemmeno per Fucci.

Mentre Nogarin promette di dimettersi in caso di rinvio a giudizio, a Mira il sindaco grillino Alvise Maniero è stato addirittura rinviato a giudizio. Maniero, come racconta il Gazzettino, dovrà affrontare un processo per lesioni colpose per l’incidente avvenuto la sera del 20 luglio 2012 nel quale rimase gravemente ferito un ragazzino di 13 anni che, dopo essere salito sul tetto della piscina comunale assieme a due amici, precipitò nella vasca vuota a causa del cedimento di un lucernaio, restando paralizzato.

Ma il nodo politico è quello formale: c’è da capire se i vertici M5S fossero informati o meno dell’avviso di garanzia al sindaco. E nel caso capire come mai nessuna procedura di sospensione sia stata aperta.

 

 

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