Polemica Giachetti-Boldrini: “Non faccio il capro espiatorio delle sue scelte”

Parlamento
Il Vice Presdiente della Camera Roberto Giachetti durante l'informativa urgente del Ministro delle Infrastutture Lupi in relazione alle vicende giudiziarie che hanno interessato alcuni dirigenti del Ministero, Roma 20 Marzo 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il vicepresidente della Camera si dimette dal Comitato per la comunicazione per protesta sulla scarsa chiarezza nella nomina del nuovo capo ufficio stampa di Montecitorio

Dimissioni “irrevocabili” dalla presidenza del Comitato per la comunicazione e l’informazione esterna. Sono quelle comunicate oggi dal vicepresidente della Camera Roberto Giachetti alla presidente Laura Boldrini e al segretario generale Lucia Pagano.

Una decisione legata alla vicenda del rinnovo del capo ufficio stampa di Montecitorio, incarico ricoperto attualmente da Anna Masera, che però vedrà scadere il proprio mandato a fine anno e dal primo gennaio tornerà a La Stampa. Attorno a quella poltrona, infatti, si è scatenata una ridda di voci, secondo le quali Boldrini vorrebbe riportare l’ufficio stampa sotto la dipendenza della presidenza, anziché mantenerlo autonomo.

Contrari a questa ipotesi sono i Cinquestelle, che insistono da tempo per indire un bando per individuare il successore di Masera e protestano per il fatto che ormai non c’è più tempo. E anche Giachetti sin dall’inizio ha chiesto chiarimenti a Boldrini, prima di arrivare alla decisione di oggi. Il vicepresidente della Camera spiega di non aver ricevuto dalla presidente alcuna smentita delle notizie circolate sui giornali, né chiarimenti su come intende procedere per la nomina del nuovo capo ufficio stampa.

“Non sto qui a fare la bella statuina per farmi attaccare dai Cinquestelle – spiega Giachetti all’Agi – dopo che sono stato io a chiedere una procedura ad evidenza pubblica per garantire il massimo di trasparenza per una nomina che coinvolge la comunicazione di tutta la Camera, dalla maggioranza all’opposizione. Mi pare chiaro, no?”.  A questo punto l’esponente del Pd vede rafforzarsi i suoi dubbi: “Non so se davvero si vuole evitare di sostituire la Masera per riportare anche l’ufficio comunicazione sotto la diretta responsabilità della segreteria della presidente della Camera, ma so che l’incarico della Masera scade il 31 dicembre, che la volta scorsa per mettere insieme un bando per la selezione delle candidature ci sono voluti un paio di mesi e quindi, se le cose hanno un senso… Quello che so è che non ho intenzione di fare il capro espiatorio”.

La replica di Boldrini non stempera i toni: “Un politico di così lungo corso dovrebbe saper distinguere tra le informazioni fondate e le illazioni – scrive la presidente della Camera in una nota – di questi temi abbiamo parlato con il vicepresidente Giachetti in un incontro a fine ottobre (spero che non lo abbia dimenticato, visto che lamenta di cercarmi invano da tre mesi) nel quale abbiamo ragionato sui modi in cui continuare questo percorso di trasparenza. Nulla lo legittima a pensare che io abbia cambiato idea e voglia smentire quanto, su mio impulso, abbiamo fatto fin qui”.

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