Pizzarotti, l’inceneritore di Parma e la promessa (non mantenuta) di dimissioni

M5S
Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti parla con la stampa in Municipio dopo l'incontro con il presidente del Parma Fc Giampietro Manenti, Parma, 27 febbraio 2015. ANSA / SANDRO CAPATTI

Nell’inceneritore di Parma andranno anche i rifiuti di Reggio Emilia. Nella campagna elettorale della primavera 2012 l’impianto di Uguzzolo fu al centro degli impegni pubblici sia di Pizzarotti sia di Beppe Grillo

Ha passato l’intera campagna elettorale a promettere che l’inceneritore di Parma non sarebbe stato aperto. Ora, invece, l’inceneritore di Ugozzolo, l’impianto tanto contestato dal sindaco Federico Pizzarotti e dal Movimento Cinquestelle, non solo è in funzione, ma è anche pronto a bruciare i rifiuti che arrivano da fuori provincia. Eppure è difficile dimenticare l’impegno che era stato preso in campagna elettorale dai grillini: “Con noi al governo della città non aprirà mai”. Ora, alla lista delle promesse non mantenute, va aggiunto un altro imbarazzante capitolo.

Dopo l’approvazione del Piano dei rifiuti regionale che prevede anche l’incenerimento a Parma di rifiuti provenienti da Reggio Emilia sono molti quelli che chiedono che Pizzarotti mantenga almeno l’impegno delle dimissioni, fatto in campagna elettorale in caso di fallimento. Infatti Federico Pizzarotti,  il 14 aprile del 2012 inviò un comunicato stampa in cui sfidava gli altri candidati sindaco a sottoscrivere un patto: “Chi oggi giura che l’inceneritore non smaltirà rifiuti provenienti da fuori provincia si impegni a dimettersi dalla carica di consigliere o di sindaco qualora ciò malauguratamente avvenisse”.

Un impegno chiaro e preciso che concludeva così: “Il guanto di sfida è lanciato. Le risposte o i silenzi chiariranno agli elettori la distanza tra chiacchiere in libertà e azioni concrete. Perché parlare contro l’inceneritore può essere facile, sfilare in corteo anche. Ma lasciare la poltrona, in questo Paese, sembra ormai un’impresa impossibile”.

L’impianto comunque da due anni funziona a pieno regime bruciando, insieme ai rifiuti solidi urbani di Parma, oltre 60.000 tonnellate di rifiuti speciali, rifiuti che sono a libero mercato e possono provenire da tutto il territorio nazionale.

Vedi anche

Altri articoli