Pizzarotti, addio ai Cinquestelle

M5S
Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, durantel'incontro con la stampa, Parma, 7 Dicembre 2014. ANSA/ SANDRO CAPATTI

Il sindaco di Parma spiegherà domani la decisione di consiglieri e assessori. “È cambiato tutto, il Movimento è una dinastia”

Tra Roma e Parma il Capo politico fa finta di nulla. Tira dritto tra le contraddizioni della giunta Raggi che ricicla ex di altri partiti (gli assessori Muzzillo e Colomban) e sdogana gli indagati (Muraro); e l’imbarazzo generale della base nei confronti del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, fatto fuori con delle scuse perché non allineato e a un passo dal dover dire, con rammarico, addio ai 5 Stelle. Due realtà difficili che dovrebbero impensierire ogni fondatore, garante o leader che dir si voglia. Parma è ormai una trincea.

Il sindaco Pizzarotti ha annunciato per domani una conferenza stampa decisiva come dice il titolo: «Comunicazioni relative all’assetto politico-istituzionale dell’amministrazione comunale di Parma». È stato il primo sindaco Cinque stelle di una città importante (maggio 2012). Rischia di essere il primo di uno scisma doloroso ma inevitabile. Capofila di un movimento che vuole restare tale, che rifiuta il verticismo e i contentini alla Rousseau (la piattaforma digitale per proporre leggi) ma rivendica il diritto-dovere di governare.

È una linea di frattura già ben visibile nel Movimento. Da una parte i duri e puri dei primi meet up (Fico, Ruocco, Sibilla, Lombardi e tanti altri soprattutto tra i senatori); dall’altra quelli arrivati «dopo» , dopo il 2012, dopo il successo di Parma, i Di Maio, i Di Battista, tutto selfie e tv, e che quello spirito là, quello del vaffa, non l’hanno mai respirato.

Pizzarotti dunque ha deciso. Dopo un’espulsione per un’indagine penale già archiviata; dopo 140 giorni di silenzio da parte dei vertici; dopo ormai quasi due anni di grande freddo lunedì scorso è arrivato il colpo finale con il nuovo regolamento. Le votazioni sono in corso (finiscono il 26 ottobre) ma se gli attivisti decideranno di modificare il non-statuto, per il sindaco di Parma scatta nei fatti l’espulsione o una sospensione. Provvedimenti la cui tempistica gli impedrebbero di partecipare alle amministrative di maggio 2017. Uno scacco al re e alla regina: in questo modo Grillo si libera di un personaggio che lui – e chissà chi oltre a lui – non sopporta ma che sul territorio gode di grande stima. Basta leggere i commenti ai post: «Pizzarotti è una risorsa del Movimento».

Ma il sindaco di ribella e tenta a suo volta lo scacco matto. I dettagli arriveranno domani. Intanto si può dire che dopo aver parlato con i suoi consiglieri e assessori, è stata decisa una svolta che prelude all’uscita dal Movimento. «Potremmo anche ingaggiare un braccio di ferro – trapela dal suo staff – sull’uso del simbolo ma abbiamo troppo rispetto di noi stessi per fare questa scelta».

Così ieri, mentre Grillo era a pochi km (a Mirandola) con Fico e Di Maio, da Parma è arrivato il blog del sindaco. «I vertici del Movimento hanno mancato di rispetto ai parmigiani – si legge – . A nessuno è permesso prendere in giro i miei concittadini». Il sindaco ha convocato maggioranza e attivisti e domani, appunto, «scioglieremo le riserve sui nostri passi futuri». Chiarissimi i capi d’accusa: «Dall’uno vale uno siamo arrivati al passaggio dinastico tra padre e figlio; dalla democrazia orizzontale al capo politico; da regole condivise da tutti a un pacchetto di regole calate dall’alto, ad personam contro i non allineati senza rispettare nessuna procedura di discussione e approvazione».

La prossima settimana potrebbe essere decisiva anche per il destino dell’assessora di Paola Muraro. Le carte della doppia inchiesta in cui risulta indagata (reati ambientali e abuso d’ufficio) stanno uscendo e l’alibi del «non sappiamo per cosa» ha perso ormai ogni consistenza. Lei continua a difendersi: «Ho toccato i poteri forti ed ecco cosa succede». In una cosa ha certamente ragione l’assessore: la sua vita privata va protetta dalle gogne mediatiche. La giunta Raggi potrebbe perdere molto presto un altro pezzo. Una storia senza fine.

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