Gianni Pittella ci spiega cosa c’è dietro la mossa di Moscovici

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Conversazione con il presidente del gruppo dei socialisti e democratici al Parlamento europeo: “Sicurezza, crescita e gestione dei migranti sono i temi chiave per bloccare il fronte dei populismi”

Le parole di Moscovici non sorprendono più di tanto Gianni Pittella. Il presidente del gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, nei mesi scorsi, già aveva parlato con il Commissario agli Affari economici per incoraggiarlo a prendere una posizione politica più dialogante. E aveva colto, ci spiega, questo cambio di atteggiamento della Commissione europea. Prima, quando si parlava di flessibilità c’era una reazione quasi viscerale, mentre adesso c’è una maggiore ragionevolezza. Anche per questo il presidente del secondo gruppo politico del Parlamento europeo sta sostenendo il lavoro di Jean-Claude Juncker. 

Il punto, secondo Pittella, è che questa Commissione non è burocratica bensì politica: deve saper interpretare il patto di stabilità in maniera intelligente, comprendendo le varie situazioni dei diversi Paesi. “Non a caso dietro la decisione di non sanzionare Spagna e Portogallo – sottolinea – c’è una decisione politica. Come si fa a sanzionare il Portogallo per problemi di bilancio venuti fuori nel precedente governo quando invece oggi Lisbona sta riducendo il deficit? Sarebbe ridicolo. E in Italia si dovrà pur tener conto che c’è un governo che ha avuto il coraggio di fare riforme strutturali importanti, che sta rilanciando l’economia e che nello stesso tempo salva migliaia di vite umane nei flussi migratori”.

Certo, aggiungiamo noi, la diatriba politica (ormai eterna) che si consuma tra socialisti favorevoli a misure espansive e popolari pro austerity prosegue. Basti vedere le grosse difficoltà con cui è passata la decisione di non punire i due paesi iberici. E non a caso, durante l’ultimo vertice dei socialisti convocato da Tsipras per evidenziare con forza la posizione della sinistra europea contro l’austerity, da Berlino sono arrivati duri attacchi. Weber, colui che guida i popolari al Parlamento europeo, ha parlato di “soliti giochetti di Tsipras che manipola Italia e Francia”. Mentre Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, per confutare le idee del vertice è arrivato addirittura a dire che “quando i leader socialisti s’incontrano non vien fuori niente di intelligente”.

Ma è anche vero che il pressing dei portabandiera dell’austerità si sta affievolendo, a causa delle difficoltà del Vecchio continente e di quei populismi sempre più diffusi che stanno rendendo il fronte rigorista meno compatto, soprattutto in vista delle prossima tornata elettorale. Non è più il tempo dei falchi ed è chiaro che il clima politico sta cambiando. Lo stesso Moscovici, ieri, nella sua apertura a un’Europa più dialogante sulla flessibilità, ha parlato di una “minaccia populista”.

“Ormai – sottolinea a questo proposito Pittella – sta prevalendo il fronte della saggezza. Weber e la stessa Merkel sanno molto bene che la linea rigorista rischia di mettere a repentaglio la democrazia. Se si insiste col rigore senza senso si sfascia tutto, e questo non è nell’interesse di nessuno”. Nel campo dei popolari europei, fa notare poi l’esponente dem, si sta finalmente capendo che l’avanzata delle forze anti-sistema dipende anche dalla cocciutaggine con cui negli ultimi anni si è applicata la terapia rigorista.

Ma al di là della legge di bilancio italiana, a suo giudizio c’è soltanto una cosa da fare nei prossimi mesi per salvare il progetto europeista: costruire le condizioni per un accordo tra le grandi forze politiche fondato su tre grandi pilastri, sicurezza e crescita da una parte, e un effettivo sistema di accoglimento dei flussi migratori dall’altra.

“Le famiglie europeiste dovrebbero fare un compromesso politico altrimenti, nella prossima stagione elettorale, le forze anti-sistema rischieranno di travolgerci. Dobbiamo presentarci ai cittadini con politiche più espansive, con un piano europeo di maggiori investimenti e con una capacità di governare i flussi migratori, anche facendo accordi con l’Africa. Solo così riusciremo a dare risposte e a dimostrare che il fronte ‘anti’ è in grado soltanto di distruggere”.

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