Pinotti: “Estirpemo il fondamentalismo solo con un’operazione culturale”

Leopolda 2015

Il ministro della Difesa interrogato dai giovani della Leopolda: “Il contingente italiano che combatte l’Isis come numero è il secondo al mondo e il primo in Europa”

INVIATO A FIRENZE. Sul palco della Leopolda il ministro della Difesa rivendica il ruolo dell’Italia che “da tempo si è mossa contro l’Isis con un contingente che è il secondo come numero al mondo e il primo in Europa”. Poi Roberta Pinotti ha raccontato le varie missioni che vedono i soldati italiani attivi su vari fronti dall’Afghanistan alla Somalia dove svolgono attività cruciali come la formazione degli eserciti nazionali o la costruzione di scuole”. Altra missione molto importante che l’Italia svolge è quella nel Mediterraneo dove oltre a “salvare gli immigrati, conduce anche una lotta agli scafisti, perché se non sconfiggiamo gli scafisti non risolveremo mai il dramma dei migranti”.

Molto lucida l’analisi che fa sul cambio di strategia del terrorismo islamico “che ha una forma differente e più pericolosa del passato. Oggi i fondamentalisti hanno un elemento militare che occupa territori e ne assume il controllo e le ricchezze, il petrolio in primis, ma anche i reperti archeologici e la tassazioni. Nello stesso tempo – continua la Pinotti – operano anche attraverso il vecchio modo terroristico con attentati in Occidente. Per estirpare il fondamentalismo c’è bisogno di un’operazione culturale e di tolleranza e non solo di quella militare”.

“Senza attori con cui dialogare in Siria e libia è difficile risolvere le crisi, come ha detto prima il ministro Gentiloni prima bisogna risolvere il conflitto tra le fazioni in maniera diplomatica nei due paesi e poi tutti insieme collaborare con loro per sconfiggere l’Isis”.E’ così che il ministro Pinotti spiega l’assenza dei militari italiani dai teatri di Siria e Libia.

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