Piazza Affari ancora sotto pressione, i mercati continuano a mordere le nostre banche

Finanza
borsa(archivio) - P.zza Affari
Palazzo della Borsa - Fotografo: tamtam

Ancora nessuna tregua per le nostre banche. Le vendite continuano dopo un avvio di settimana shock che ha visto il settore perdere in un giorno soltanto 5 miliardi e mezzo di valore di mercato.

Apertura in forte calo per le Borse europee, sulla scia dei decisi ribassi delle piazze asiatiche, in particolare Hong Kong, scesa ai minimi da quattro anni e alle prese con una fuga di capitali. Anche Piazza Affari soffre e apre le contrattazioni in profondo rosso con il nostro listino principale, il Ftse Mib, che dopo pochi minuti segna un calo di oltre 3 punti percentuali registrando la peggiore performance d’Europa. Alle vendite generiche e diffuse alimentate dalla continua flessione del prezzo del petrolio e dalla revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale del Fmi, si aggiungono le pressioni sui titoli bancari legate ai timori dei crediti deteriorati, che inevitabilmente si riflettono sul nostro indice (il peggiore in Europa) composto in gran parte proprio da titoli finanziari.

Per le nostre banche non sembra esserci pace dopo un avvio di settimana shock che ha visto il settore perdere in un sol giorno 5 miliardi e mezzo di valore di mercato.  L’incertezza sulla soluzione dell’annoso problema delle ‘sofferenze bancarie’, oggetto di un’indagine della Bce, continua a spingere gli investitori a vendere le azioni del settore. In particolare, a soffrire maggiormente è Monte dei Paschi di Siena che ancora una volta subisce un crollo. Dopo una serie di sospensioni al ribasso, a metà mattinata è di nuovo in asta di volatilità e segna un calo teorico del 18,08% a 0,537 euro, dopo il -14% della vigilia, nonostante sia stato prolungato fino a domani il divieto di vendite allo scoperto. A nulla sembrano essere servite le parole dell’amministratore delegato Fabrizio Viola che stamattina in una nota ha cercato di rassicurare il mercato, dicendo che “le prime evidenze relative al 2015 confermano che l’attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell’ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell’anno”. Il titolo dall’inizio dell’anno ha più che dimezzato il suo valore.

Una delle questioni che in generale sta alimentando le tensioni sui nostri istituti, dicevamo, è il tema delle sofferenze bancarie, quei prestiti che molte famiglie e imprese non riescono più a restituire alle banche e che gravano pesantemente sui bilanci di molti istituti di credito. Il governo italiano ha già presentato a Bruxelles una proposta per la realizzazione di una bad bank, un nuovo strumento in grado di acquistare i prestiti deteriorati rimuovendoli dai bilanci delle banche. In particolare, il timore principale degli investitori riguarda il rischio di una grossa svalutazione dei crediti deteriorati da parte di Bruxelles. Se infatti nella creazione della bad bank si utilizzasse lo stesso criterio adottato nelle 4 banche dell’Italia centrale appena salvate, ovvero una svalutazione delle sofferenze al 17% rispetto al loro valore iniziale, i crediti deteriorati impatterebbero pesantemente nei bilanci di tutti gli istituti bancari, incidendo sul loro valore patrimoniale e alimenterebbe ulteriori incertezze. Una valutazione così bassa dei crediti deteriorati metterebbe inoltre a rischio l’erogazione di nuovo credito a famiglie e imprese con conseguenze dirette sulla ripresa economica in atto.

I riflettori sono ora puntati sulla riunione di domani della Banca centrale europea. Al di là di nuovi annunci (poco ipotizzabili) di misure non convenzionali, Mario Draghi da Francoforte potrebbe rassicurare sulla tenuta del settore bancario, disincentivando le intenzioni speculative, fugando le incertezze e riportando l’ordine sui mercati finanziari.

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