Parte il piano nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

Diritti
L'intervento della ministra dell'Istruzione Stefania Giannini (d), a fianco della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, nell'ambito del convegno "Le scuole unite contro il bullismo" a Roma, 17 ottobre 2016.
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Presentato ieri il piano per l’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie

Percorsi di sensibilizzazione realizzati dalle scuole, progetti per la promozione di un utilizzo positivo della rete, format televisivi rivolti ai ragazzi, formazione per i docenti. Sono queste alcune delle 10 azioni previste dal Piano nazionale per combattere il bullismo e il cyberbullismo lanciato ieri pomeriggio dal ministro della Pubblica istruzione, Stefania Giannini, in occasione della firma del Protocollo d’Intesa con la Presidente della Camera, Laura Boldrini, per la diffusione dei principi della “Dichiarazione dei diritti e dei doveri in internet”.

“Internet – ha detto Laura Boldrini – è entrato nelle nostre vite, ci offre tante opportunità ma è un mondo che bisogna conoscere bene per questo ho pensato fosse necessario creare una Commissione che si occupasse di internet e delle nuove tecnologie coinvolgendo i deputati, ma anche esperti esterni al parlamento. Ne è nata una Dichiarazione dei diritti e doveri, un testo di 14 articoli che con il ministro vogliamo far entrare nelle scuole per un utilizzo responsabile del web”.

L’utilizzo non consapevole delle nuove tecnologie può esporre i ragazzi a rischi, anche molto pericolosi. Una recente indagine realizzata dal Ministero su un campione di circa 3.300 studenti ne ha classificato diverse tipologie.
Al primo posto di sono i cosiddetti “rischi di contenuto”, il 46% degli intervistati ha dichiarato di imbattersi spesso in testi e immagini che possono suscitare fastidio o turbamento.
Al secondo posto ci sono i “rischi da contatto”, ovvero quelli relativi alla violazione della propria identità online, all’utilizzo senza permesso di informazioni sensibili e, cosa ancora più allarmante, all’adescamento online da parte di adulti. Casi che hanno riguardato il 18% degli intervistati.
Per quanto riguarda, invece, il cyberbullismo il 12% degli intervistati ha dichiarato di esserne stato vittima, mentre un altro 12% ha dichiarato di essersi comportato da cyberbullo almeno qualche volta negli ultimi due o tre mesi. C’è da credere che tali percentuali siano molto più alte vista la paura e la vergogna provata dalle vittime nel denunciare i fatti e la reticenza dei carnefici ad ammettere le proprie responsabilità. Un’ipotesi che trova riscontro quando il 37% degli intervistati dichiara di avere assistito ad episodi di cyberbullismo negli ultimi due o tre mesi.

Per la presidente della Camera “bisogna far in modo che i nostri ragazzi non tollerino la violenza, vorrei vedere i ragazzi mettere all’angolo i violenti. Dobbiamo essere in tanti in questa battaglia, ragazzi e ragazze insieme”. “Un errore – ha spiegato – può segnare una vita, le leggerezze possono costare molto quindi la rete bisogna saperla usare per vivere questo spazio nel massimo della libertà”.

Il Protocollo vuole implementare le azioni previste dal Piano. Il Miur e la Commissione proporranno agli studenti delle scuole secondarie incontri e momenti di riflessione sui contenuti della Dichiarazione. L’obiettivo è quello di promuovere tra i ragazzi una “coscienza” dei diritti e dei doveri de cittadini in rete.
Proprio in questi giorni parte la call to action rivolta a tutte le scuole italiane, per l’elaborazione di percorsi didattici contro del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Le proposte migliori saranno presentate in occasione della “Prima Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”, che si terrà il 7 febbraio 2017, in coincidenza con la “Giornata Europea della Sicurezza in Rete” (Safer Internet Day) indetta dalla Commissione Europea. Tali percorsi verranno messi a disposizione di tutte le scuole italiane.
Nei prossimi giorni, invece, verrà bandito il concorso “No hate speech” per stimolare la riflessione dei ragazzi sui rischi e sui pericoli connessi all’incitamento all’odio. Questa forma di istigazione è divenuta, infatti, una delle forme più diffuse di violenza che offende e lede la dignità delle persone.
Il Piano non si rivolge soltanto agli studenti, ma anche ai docenti. Saranno, infatti, 16 mila quelli che seguiranno dei corsi di formazione per favorire l’acquisizione di competenze psico-pedagogiche e sociali per la prevenzione di questi fenomeni.
Sarà poi realizzato, in collaborazione con la Rai, il format “Mai più bullismo”, il primo social coach televisivo incentrato sul bullismo, mentre sono stati inserite nel Piano anche le attività realizzate in collaborazione con Polizia di Stato, Save the Children e con Telefono Azzurro.

“La scuola – ha dichiarato il Ministro Giannini – deve dare ai ragazzi soprattutto la capacità di scegliere sempre e comunque. Adesso noi vogliamo dare gli strumenti perché questa capacità di scelta possa orientarli nella selezione di ciò che è positivo o negativo, educando al rispetto dell’altro e a una buona cittadinanza digitale. In tre anni – ha aggiunto il Ministro – più di 80mila ragazzi sono stati coinvolti nel programma Generazioni Connesse e oggi lanciamo questo Piano nazionale con uno stanziamento di 2 milioni di euro per l’anno scolastico in corso che verranno assegnati alle scuole attraverso una call to action”.

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