Oltre 2,5 milioni di inglesi chiedono un nuovo referendum

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I firmatari chiedono la promulgazione di una nuova legge che prescriva la ripetizione del referendum

La petizione che chiede di indire un secondo referendum sulla Brexit ha raccolto oltre 2,5 milioni di firme. L’iniziativa era stata avviata da alcuni sostenitori del campo del Remain forti del 48,1 per cento delle preferenze espresse contro la Brexit. “Noi sottoscritti – si legge nella pagina dedicata su  petition.parliament.uk – chiediamo al governo di attuare una legge per cui se il campo del Remain o del Leave è inferiore al 60% sulla base di un’affluenza inferiore al 75%, ci dovrebbe essere un altro referendum”.

Sul sito del Parlamento del Regno Unito è possibile accedere anche ad una mappa costantemente aggiornata che mostra la provenienza dei firmatari della petizione. Il grafico sembra il negativo di quello che mostra il risultato del referendum. Nei collegi elettorali dove il colore è più vicino al rosso si sta tra le 3 e le 6mila firme. Nei settori viola, tutti localizzati a Londra,  si va oltre il tetto delle 6mila firme anche se, ovviamente, il numero è molto più alto. La legenda del grafico non è stata pensata per rendere graficamente un numero così alto di sottoscrizioni. Basti pensare che la maggior parte delle altre petizioni si aggirano intorno alle 100-150 mila firme.

La mappa mostra da dove arrivano le firme alla petizione. Le zone rosse sono quelle con le percentuali più alte.

La mappa mostra da dove arrivano le firme alla petizione. Le zone rosse sono quelle con le percentuali più alte.

Secondo la legge il Parlamento dovrà discutere la petizione dopo il superamento delle 100.000 firme, traguardo superato in poche ore. Intanto però le conseguenze politiche del voto di giovedì si stanno concretizzando. Dopo l’annuncio delle dimissioni da parte del premier inglese, oggi ha annunciato il suo ritiro anche Lord Jonathan Hill, il commissario europeo per i servizi finanziari e uomo di David Cameron a Bruxelles.  Un gesto importante che potrebbe accelerare il passaggio di consegne a Downing Street.

La volontà di dare immediato seguito alla decisione dei cittadini britannici è stata ribadita anche oggi durante l’incontro dei ministri degli esteri dei paesi fondatori dell’Europa oggi a Berlino. Per il francese Jean-Marc Ayrault i negoziati con Londra devono iniziare subito, mentre il passaggio di consegne annunciate da Cameron dovrebbero avvenire “nei prossimi giorni” e non ad ottobre, come annunciato. Una linea condivisa dal ministro Gentiloni che ha chiesto un rapido avvio della procedura di separazione. “Non possiamo lasciare l’Ue per mesi ostaggio delle dinamiche interne al Regno Unito”, ha detto.

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