Perugia e il pasticcio delle scie chimiche: il sindaco riconosce l’errore ma non chiarisce

Cronaca
scie chimiche

Andrea Romizi ammette di aver concesso un patrocinio senza aver approfondito la questione, ma non ha ancora chiarito alcuni punti importanti relativi alla tavola rotonda

Il sindaco di Perugia Andrea Romizi ha riconosciuto l’errore commesso della sua amministrazione. Il patrocinio al convegno sulle scie chimiche – successivamente ritirato – non andava proprio concesso. La tavola rotonda “Scie chimiche, geoingegneria e manipolazione climatica”, organizzata da Alternativa Riformista Umbria in collaborazione con altre associazioni nell’aprile scorso, aveva sollevato un polverone e aveva attirato le critiche dell’opposizione che aveva accusato il Comune di Perugia di “essere la prima ed unica istituzione ad aver concesso il patrocinio ad un convegno farsa”, come si legge nell’interrogazione presentata a marzo dai consiglieri comunali del Pd, Sarah Bistocchi e Tommaso Bori. 

Oltre al mondo della politica, anche quello scientifico non era rimasto a guardare: il Cicap – il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, nato nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di scienziati ed intellettuali – si era mosso per chiedere chiarezza sui fatti di Perugia.

Il Comune ha deciso così di togliere il patrocinio al convegno e il sindaco – nella sua risposta all’interrogazione dei consiglieri dem pubblicata ieri – ha riconosciuto di aver “concesso una patrocinio senza approfondire troppo la questione. Ciò in quanto si è voluto dare spazio ad un punto di vista differente, pur senza prendere posizione (condivisione o meno) sulla tesi esposta. L’unico problema è che, nel convegno citato, non vi è stato un reale contraddittorio tra tesi differenti e questo ha, di fatto, compromesso un utile dibattito”.

Dare spazio a un punto di vista “differente” o semplicemente “falso” come è stato riconosciuto a livello scientifico? Anche perché, lo ricordiamo, la scienza non prevede punti di vista.

L’evento, pur senza patrocinio, si è comunque svolto nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori e su questo il sindaco non ha ancora dato una risposta: la sala è stata concessa gratuitamente? Per questo Bori ha chiesto di poter riportare l’interrogazione in Consiglio, anche perché se agli organizzatori fosse stata concessa la sala pubblica senza nemmeno pagare “emergerebbe – fa sapere Bori – l’ipotesi del danno erariale”.

Su questo il sindaco, però, non si è ancora espresso.

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