Perché Vettel ha definito uno schifo le nuove qualifiche?

Formula1
epa05217669 German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari sits inside his team's garage during the first practice session of the Australian Formula One Grand Prix at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 18 March 2016. The 2016 Formula One Grand Prix of Australia will take place on 20 March 2016.  EPA/DIEGO AZUBEL

Poco spettacolo, tanta confusione. Piloti e team bocciano il nuovo format e chiedono di fermarsi finché si è in tempo

“Tutti lo sapevamo in anticipo, fanno schifo, nessuna sorpresa”. Sebastian Vettel non usa giri di parole. Già nei giorni scorsi il tedesco della Ferrari era apparso piuttosto critico verso il nuovo format delle qualifiche e l’esordio a Melbourne gli ha dato ragione: se le prime due manche a eliminazione progressiva sono state tutto sommato interessanti, la terza è stata un flop assoluto, con la pole assegnata quando mancavano ancora quattro minuti alla bandiera a scacchi.

La grande novità della stagione 2016 di Formula Uno, insomma, ha deluso le aspettative. L’idea di eliminare via via i piloti più lenti (7 nella Q1, col primo dopo 7′ e poi ogni 90″, altri 7 nella Q2 con la prima esclusione dopo 6′ e ancora ogni 90″) perché si arrivasse all’ultima manche con gli 8 più veloci fino alla bagarre a due per la pole nell’ultimo minuto e mezzo è rimasta solo sulla carta. Alla fine i big arrivati nella Q3 hanno optato per un solo giro, preferendo conservare le gomme per domani, con lo stesso Vettel rimasto a guardare per gran parte dell’ultima manche. “E’ la direzione sbagliata, lo abbiamo visto – insiste il tedesco – Qui non siamo all’asilo, non possiamo giocare con le persone che ci guardano in tv o dagli spalti. A fine sessione non c’era nessuno in pista e all’inizio c’era un casino. E quando avremo circuiti più corti, come Monaco, sarà ancora peggio, tutti si bloccheranno a vicenda”.

“Così non è molto emozionante, magari è meglio nelle prime manche con tutte le macchine che escono subito ma non so quanto sia facile da capire dall’esterno – gli fa eco Kimi Raikkonen – Noi facciamo quello che ci dicono le regole e cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile, ma col traffico tutto è molto confuso”.

Anche Nico Rosberg (“E’ la strada sbagliata, bisogna tornare indietro”) e Lewis Hamilton non sono teneri. “Sono venuto qui a fare il mio lavoro e l’ho fatto ma sono triste per i tifosi, che dopo aver aspettato per mesi hanno assistito a uno spettacolo davvero scarso – confessa il pilota anglo-caraibico – Non credo che bisogna tornare a quello che c’era prima, bisogna prendersi un attimo, capire cosa funziona e fare qualcosa di nuovo. I fan vogliono che facciamo 12 giri, ricordo gli anni di Senna in cui i piloti andavano fuori e facevano un giro dopo l’altro”.

La bocciatura del nuovo format arriva anche dai box. “Non ha funzionato per niente e dovremmo chiedere scusa ai tifosi, non abbiamo messo su un bello spettacolo – la riflessione amara ai microfoni della BBC di Christian Horner, team principal della Red Bull – Dobbiamo imparare da oggi, la cosa più importante è non nascondere la testa sotto la sabbia. Preferirei si tornasse a com’era prima”.

LA GRIGLIA DI PARTENZA GP AUSTRALIA

1. Lewis Hamilton (Mercedes)
2. Nico Rosberg (Mercedes)
3. Sebastian Vettel (Ferrari)
4. Kimi Raikkonen (Ferrari)
5. Max Verstappen (Toro Rosso – Ferrari)
6.Felipe Massa (Williams-Mercedes)
7. Carlos Sainz Jr (Toro Rosso -Ferrari)
8. Daniel Ricciardo (Red Bull – TAG Heuer)
9. Sergio Perez (Force India – Mercedes)
10. Nico Huelkenberg (Force India – Mercedes)

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