Perché Renzi va da Obama con Bebe Vio (e non solo)

Usa
Nell'immagine combinata in alto da sin: Matteo Renzi, Giorgio Armani, Bebe Vio, Roberto Benigni. In basso da sin: Giusi Nicolini, Paola Antonelli, Raffaele Cantone, Fabiola Gianotti.                  ANSA

Renzi torna alla Casa Bianca e porta il tricolore con otto eccellenze italiane

Un riconoscimento internazionale ma anche una “spinta” nel momento probabilmente più difficile della vita politica di Matteo Renzi, quello della campagna per il referendum costituzionale.

Così si può leggere la cena in programma domani sera alla Casa Bianca, ultimo incontro ufficiale di Barack Obama prima delle elezioni. Un segnale non scontato e davvero molto importante, che il premier vuole giocarsi al meglio.

La cena di gala alla quale Renzi e signora sono stati invitati si trasformerà in un momento per far conoscere le eccellenze italiane; per fare questo il premier si farà aiutare da alcuni “amici speciali”: i premi Oscar Roberto Benigni e Paolo Sorrentino, lo stilista Giorgio Armani, il Presidente dell’Anac Raffaele Cantone, la presidente del Cern Fabiola Gianotti, la Sindaca di Lampedusa Giusy Nicolini, la campionessa parolimpica di scherma Bebe Vio, la curatrice del dipartimento design del Moma Paola Antonelli.

E nella felicità di Bebe Vio, c’è un po’ la felicità di tutti noi

La cena, a cura del celebre chef statunitense Mario Batali, sarà allietata anche dall’esibizione musicale della cantante Gwen Stefani, come annunciato dalla first lady Michelle Obama.

In questo incontro, ha detto Renzi agli stati Generali delle Lingua italiana a Firenze, “c’è un che di simbolico, è il riconoscimento che viene dal nostro principale alleato di quanto può essere forte il nostro legame”. “Tra le tante cose – ha aggiunto Renzi- che ha fatto l’Italia c’è stato anche quello di dare il nome all’America. Quando lo raccontavo a Peretola, i bambini mi guardavano come un matto quando dicevo che l’America aveva preso il nome da Amerigo Vespucci. Qualcuno mi chiedeva ‘Ma come? Non si chiamava Amerigo perché era tornato dall’America?”.

Anche la stampa americana segue con attenzione la trasferta americana di Matteo Renzi; sia il Washington Post che il Financial Times, non mancano di sottolineare come la Casa Bianca stia preparando un’accoglienza “da star” al “più giovane premier” della storia repubblicana.

Conosci Matteo Renzi, il Justin Trudeau d’Italia e il vincitore dell’ultima cena di Stato degli Obama?” , scrive il Washington Post nel suo lungo articolo-ritratto, pubblicato nella sezione lifestyle del giornale. “Un’accoglienza da star” titola invece il Financial Times, sottolineando che Obama si prepara a ricevere Matteo Renzi in quanto “alleato chiave in Europa”.

Il format della cena alla Casa Bianca, nonostante Obama sia agli sgoccioli della sua presidenza, rivela una grande attenzione dell’amministrazione. Quasi un assist, a meno di due mesi dal referendum, per il capo del governo italiano che rivendica con orgoglio l’invito come riconoscimento di un’Italia che “ha smesso di essere il fanalino di coda”.

Ma al di là dell’evento glamour ci sarà molta sostanza nel piatto dei colloqui che precederanno la cena: la crescita e la necessità di far aumentare consumi ed investimenti sarà un argomento centrale così come la politica internazionale e il tema delle migrazioni.

Renzi dal canto suo porterà a Washington una legge di Bilancio fresca e ambiziosa sapendo che la vera battaglia si svolgerà a Bruxelles, dove è atteso molto presto al Consiglio europeo. Il premier non fa mistero di voler “copiare” il presidente Usa in una strategia economica espansiva che ha portato in America un significativo aumento dei posti di lavoro e che il presidente italiano vorrebbe portare in Europa.

Vedi anche

Altri articoli