Perché il candidato a Roma sarà scelto anche dai non romani

M5S
Gianroberto Casaleggio questa sera presso l'auditorio Gaber, all'interno della sede del consiglio della regione Lombardia, in occasione di un incontro pubblico fra il Movimento 5 Stelle e il sindacato di polizia, Milano, 12 dicembre 2014. ANSA / MATTEO BAZZI

Una scelta in pieno contrasto con quelle di Milano e Torino

Milano bastano 300 voti (ma “di qualità”, ci tiene a specificare la “vincitrice” Patrizia Bedori) per essere indicato come candidato del M5S per le comunali. A Torino, invece, si decide in assemblea nel gruppo dei 250 grandi elettori per Chiara Appendino (con annessa polemica sul ruolo del vice). Ma Roma è Roma. Perciò, squilli di tromba, gli attivisti di tutti Italia sono stati chiamati a frotte, come racconta Il Fatto Quotidiano, per votare il nome di colui o colei che punterà a conquistare il Campidoglio. Appuntamento (forse) a gennaio.

Insomma, l’atteggiamento sulla selezione dei sindaci non è omogeneo. E’ una gestione che lascia perplessi per i numeri e i dati poco chiari, quella praticata dal movimento Cinquestelle, che della trasparenza ha fatto sempre una bandiera. Poi c’è il tema non secondario della partecipazione: e qui il confronto con le primarie del centrosinistra è francamente impietoso.

Il duo Grillo&Casaleggio decide in base alla convenienza del momento, delle condizioni e del territorio, con buona pace delle procedure chiare e condivise. Succede così che nella Capitale, dove si era partiti con l’appoggio ai soli “quattro consoli per Roma” (come erano stati definiti i quattro ex consiglieri capitolini del M5S), si sia arrivati dapprima all’apertura alla società civile (dove dietro ci potrebbe essere la ricerca di un nome o volto noto, da far scendere in campo modello Ro-do-tà ) e infine all’allargamento della platea dei votanti dai romani a tutti tutti gli iscritti al blog.

Ma perché un non romano dovrebbe scegliere il candidato sindaco della Capitale? Il co-fondatore Casaleggio  spiega di non voler essere arruolato nelle tifoserie, ma con questa scelta di fatto certifica l’insoddisfazione per i 4 consoli. Argomenti questi che erano stati al centro dell’incontro del guru quando era piombato a Roma per parlare con i 5 del Direttorio e con le donne forti del movimento, Paola Taverna e Roberta Lombardi.

 

 

 

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