Perché De Luca è finito nel registro degli indagati

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I particolari dell’inchiesta che ha colpito il presidente della Regione Campania

Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ancora una volta al centro delle cronache giudiziarie. Il tribunale di Roma lo ha infatti aggiunto nel registro degli indagati per concussione. Ma lui si difende: “Io sono la parte lesa”.

Ecco tutto quel che c’è da sapere sulla nuova “grana” del Presidente.

Le indagini
Le indagini sono state avviate in seguito ad un intercettazione telefonica nella quale il marito del Giudice del Tribunale di Napoli, Guglielmo Manna, parlando con Carmelo Mastursi, ex capo della segreteria del governatore, avrebbe chiesto “un favore”. Nello specifico il favore sarebbe stato la richiesta di un suo passaggio da un’Asl ad un’altra. In cambio Manna spiega che avrebbe potuto far intervenire la moglie su una vicenda che stava a cuore all’ex capo della segreteria del presidente della Giunta campana. Secondo gli inquirenti la questione a cui si riferisce è la sentenza di “sospensione dalla sospensione”, grazie alla quale De Luca l’estate scorsa si è potuto insediare come Presidente di Regione nonostante la legge Severino, e che è stata effettivamente firmata e approvata dal Giudice Scognamiglio.

Gli indagati
In un primo momento, le indagini erano state avviate a Napoli ma sono state successivamente sposate alla Procura di Roma, che è competente sui magistrati del Distretto della Corte di Appello di Napoli. Oltre al Presidente De Luca risultano indagate per concussione altre sei persone, tra cui Anna Scognamiglio, giudice del Tribunale di Napoli e suo marito Guglielmo Manna, manager dell’azienda ospedaliera Santobono e l’ex capo della segreteria del governatore, Carmelo Mastursi, dimessosi due giorni fa, a seguito di questa inchiesta.

“Sono la parte lesa”
Il governatore, in conferenza stampa, si difende dalle accuse che gli vengono mosse e ribadisce la sua estraneità ai fatti, specificando di essere “parte lesa”. La procura di Roma infatti ipotizza la minaccia da parte di Manna riguardo una decisione del Tribunale di Napoli sfavorevole a De Luca se Mastursi non avesse provveduto ad una nomina nella sanità campana dello stesso Manna.

 

 

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