Perché cade Mps e cosa pensa di fare il Governo (mentre Milano cede il 5%)

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Anche oggi pesanti perdite per l’istituto senese. Padoan: “Turbolenze ma il sistema va avanti”

Ancora una giornata segnata da pesanti perdite in Borsa, con Milano che arriva a cedere addirittura il 5%. Prosegue la pioggia di vendite sul comparto bancario e dopo un avvio di settimana shock, che ha visto il settore perdere in un solo giorno 5 miliardi e mezzo di valore, a farne le spese è soprattutto Monte dei Paschi di Siena.

Anche oggi, l’istituto senese subisce forti perdite (-22,2%), nonostante sia stato prolungato fino a domani il divieto di vendite allo scoperto. D’altra parte quando piove, si sa, chi ha l’ombrello più piccolo si bagna di più. Non si tratta di liquidità, quella c’è, assicurano da Siena. L’incertezza, agli occhi degli investitori, è legata ai timori dei crediti deteriorati, che inevitabilmente si riflettono sul nostro indice (il peggiore in Europa) composto in gran parte proprio da titoli finanziari.

Tuttavia, va detto, i ribassi di questi giorni si inseriscono in un contesto generale di vendite globali, alimentate dalla continua flessione del prezzo del petrolio, dalla revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale del Fmi e dai timori crescenti per la tenuta dell’economia cinese.

E da Palazzo Chigi rassicurano: il Tesoro continua a monitorare la situazione ed esclude la necessità di qualsiasi intervento.

Questa mattina si è tenuto un vertice tra governo e Bankitalia proprio per fare un punto su eventuali rischi, un incontro da cui è uscita una chiara rassicurazione per i mercati: il nostro sistema bancario è solido e non c’è nulla da temere. “Ci sono turbolenze sui mercati che riflettono gravi impulsi internazionali – spiega il ministro Pier Carlo Padoan – malgrado questo, il sistema dell’Italia va avanti”.

D’altra parte il governo da mesi sta mettendo in campo misure per rafforzare il sistema bancario, che è solido sì, ma pur sempre parcellizzato e composto da svariati piccoli istituti sparsi per il territorio. Il livello performante del sistema creditizio, assicurano dal Tesoro, negli ultimi tempi è migliorato grazie al lavoro che sta portando avanti il governo per aggregare il più possibile i tanti istituti di credito del nostro Paese e alla riforma delle popolari. Ecco dunque quale sarà il senso di un’altra riforma che il governo sta per mettere in campo, quella delle banche di credito cooperativo, le cosiddette BCC. Una rivoluzione in grado di rafforzare ulteriormente le numerose piccole banche sparse per l’Italia.

Di certo, però, in questo percorso non aiutano le tensioni tra governo italiano e Commissione Ue che secondo molti osservatori minacciano di compromettere il percorso per la formazione di una bad bank, lo strumento che potrebbe placare le turbolenze di questi giorni (clicca qui per i dettagli).

Come dicevamo, infatti, la principale vicenda che sta alimentando le tensioni su Mps e sull’intero comparto bancario è il tema delle sofferenze bancarie, quei prestiti che molte famiglie e imprese non riescono più a restituire alle banche e che gravano pesantemente sui bilanci di molti istituti di credito. Soltanto l’istituto senese ne possiede 26 miliardi.

In particolare, il timore principale degli investitori riguarda il rischio di una grossa svalutazione dei crediti deteriorati da parte di Bruxelles: se infatti nella creazione della bad bank si utilizzasse lo stesso criterio adottato nelle quattro banche appena salvate, ovvero una svalutazione delle sofferenze al 17% rispetto al loro valore iniziale, i crediti deteriorati impatterebbero pesantemente nei bilanci di tutti gli istituti bancari (non solo su Monte dei Paschi) incidendo sul loro valore patrimoniale e alimentando ulteriori incertezze.

Una loro svalutazione metterebbe inoltre a rischio l’erogazione di nuovo credito a famiglie e imprese con conseguenze dirette sulla ripresa economica in atto. C’è poi un’ulteriore preoccupazione per Mps, la perdita di valore delle obbligazioni subordinate, fonte vitale di approvvigionamento  per i nostri istituti. La domanda che ci poniamo in questo caso è: se le banche cominciassero a faticare per recuperare risorse, come potrebbero riversare credito a famiglie e imprese?

Un rischio, secondo alcuni osservatori, è che le manovre attorno a Mps possano condurre ad una sua forte “svalutazione” sul mercato e renderla quindi “acquistabile” a un prezzo basso.

I riflettori ora sono tutti puntati sulla riunione di domani della Banca centrale europea. Al di là di nuovi annunci (poco ipotizzabili) di misure non convenzionali, Mario Draghi da Francoforte potrebbe rassicurare sulla tenuta del settore bancario, disincentivando le intenzioni speculative, fugando le incertezze e riportando l’ordine sui mercati finanziari.

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