Per nascondere Livorno, Grillo attacca l’Unità

Dal giornale
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Per distogliere l’attenzione dal fallimento del sindaco Nogarin, il comico racconta bugie. Questo giornale non prende soldi pubblici

Dimenticate le foto dei cumuli di rifiuti accumulati nei giorni scorsi a Livorno e dei cassonetti traboccanti in molte zone della città. L’agenzia fotografica LaPresse che li ha immortalati, evidentemente, disinforma. Dimenticate anche il caos in Consiglio Comunale, la cacciata dell’assessore all’Ambiente Giovanni Gordiani, le dimissioni del presidente del Consiglio Giovanna Cepparello e il voto contrario di tre consiglieri del M5S all’atto di indirizzo per il concordato preventivo della municipalizzata dei rifiuti. Ansa e giornali locali, Tirreno in testa, disinformano. Dimenticate anche che la maggioranza pentastellata in Consiglio Comunale a Livorno adesso si regge su un unico voto, e con l’occasione dimenticate anche gli insulti dell’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti ai lavoratori Aamps che protestavano nella sala del consiglio («M’importa un cazzo di questi stronzi qui, sono strumentalizzati dall’azienda»). Giornali, tv e agenzie che l’hanno raccontato, è evidente, disinformano.

Nella weltanschauung grillina, la realtà non conta. Contano i tweet del capocomico, e i retweet pavloviani di simpatizzanti e attivisti di tutta Italia. #Unitàdisinforma, ha ordinato il capo, e #Unitàdisinforma ha ripetuto come un sol uomo per tutto il giorno l’esercito a cinque stelle dei social. Che poi le cose stiano esattamente come questo giornale (e agenzie di stampa, e giornali locali e televisioni) ha raccontato, poco importa. E importa ancora meno che l’editto del sacro blog di Beppe Grillo contenga una lunga serie di bugie sul conto di questo giornale. «Un giornale di proprietà del Pd pagato con i soldi di tutti i cittadini per fare propaganda e disinformazione», scrive Grillo fingendo di non sapere che l’Unità è tornata in edicola il 30 giugno scorso rinunciando a qualsiasi finanziamento pubblico. È scritto anche sotto la testata, in prima pagina, a volerlo leggere, ma in fondo è sempre meglio usare l’argomento che tanta presa ha fatto nel pubblico fin dal primo V Day contro la stampa e il finanziamento pubblico. Che poi le cose non stiano così è un dettaglio. «Il giornale piddino era (finalmente) fallito lo scorso anno e non sarebbe più tornato se circa un mese fa lo Stato, cioè noi, non avesse pagato i suoi debiti: 107 milioni di euro pubblici alle banche creditrici della vecchia gestione dell’Unità», aggiunge il comico con la più patetica delle sue battute. Anche in questo caso, la realtà è ben diversa visto che i debiti liquidati dallo Stato riguardano non l’attuale gestione de l’Unità, e neanche la precedente, ma quella che editava il quotidiano fino alla chiusura del luglio del 2000. Quindici anni fa.

Oggi l’Unità ha scelto di non prendere alcun finanziamento pubblico ed è in edicola grazie agli investimenti privati degli imprenditori Guido Stefanelli e Massimo Pessina (che possiedono circa l’80% di Unità srl, il restante 20% appartiene alla fondazione Eyu del Pd). Come non bastassero le bugie, la malafede si spinge fino alla costruzione di una realtà falsa. Per dire: a corredo dell’attacco a l’Unità, sulla sua pagina Facebook, Grillo o chi per lui posta una foto di Livorno pulita oggi accanto a quella di cumuli di immondizia a «Reggio Calabria, amministrazione Pd». Peccato che, tempo un’ora scarsa, e il falso è clamorosamente scoperto: la foto infatti, segnalano alcuni utenti twitter, è presa da un blog e risale al marzo 2013, un anno e mezzo prima dell’elezione del sindaco Giuseppe Falcomatà. Chi di rete ferisce, di rete perisce. Ma nel mondo raccontato dallo staff della comunicazione del Movimento 5 Stelle, quello sì pagato profumatamente con soldi pubblici negli uffici della Camera e del Senato (oltre 1,2 milioni solo a Montecitorio secondo il bilancio 2014), la realtà evidentemente non conta e chi si ostina a raccontarla va indicato al pestaggio mediatico di fanatici insultanti e anonimi, attivisti comuni e persino parlamentari. Ci siamo abituati dai tempi in cui Grillo pubblicava le foto dei nostri cronisti esponendoli alla gogna del “giornalista del giorno”. Ci siamo fatti le ossa fin dai tempi in cui Berlusconi agitava l’Unità nei comizi e invitava a non comprarla e a non farci pubblicità sopra. Ovviamente, nel suo post sul blog, Grillo si guarda bene dallo smentire anche solo una parola di quanto scritto da l’Unità. Semplicemente, perché non potrebbe. Non potrebbe negare, infatti, che il sindaco di Livorno Filippo Nogarin ha deciso di portare al concordato preventivo la municipalizzata dei rifiuti che aveva promesso di salvare con una ricapitalizzazione. Non potrebbe negare che la sua decisione ha spaccato il Movimento livornese, ha portato alla cacciata dell’assessore Gordiani e scatenato la rivolta e lo sciopero dei lavoratori. E non potrebbe negare che lo sciopero, interrotto soltanto martedì, ha fatto piombare la città nel caos al punto che lo stesso Nogarin ha per tre volte richiamato all’ordine i lavoratori. E non potrebbe soprattutto negare che la situazione è destinata a ripetersi la prossima settimana quando gli operatori dell’Aamps sciopereranno ancora il 9 e il 10 dicembre. «Il M5S è abituato alla sacra verità del blog e non tollera critiche», ha commentato il senatore Pd Andrea Marcucci. «L’Unità coglie nel segno e Grillo, come al solito, perde il controllo», ha aggiunto Alessia Rotta, responsabile comunicazione Dem.

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