Per il M5S non tutte le condanne sono uguali

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Per i Cinquestelle il caso di Mercante consigliere condannato per una vicenda del 2009 è politicamente irrilevante

A Roma per potersi candidare col M5S alle comunali bisogna rispettare alcune regole: non essere condannatinon provenire da altri partiti, oltre ad essere iscritti al movimento. Regole e paletti che in Abruzzo però non valgono: Riccardo Mercante consigliere regionale del M5S  ne è la dimostrazione.

Mercante, nella vita promotore finanziario, è stato, infatti, ex consigliere provinciale dell’Idv oltre ad essere stato condannato dal giudice Pasquale Giovannucci del tribunale civile di Teramo a restituire le commissione ricevute da un cliente della Fineco. Un cliente che è stato gravemente danneggiato da una serie di operazioni condotte dall’attuale consigliere  per conto della banca e  che il tribunale ha dichiarato nulle. Una vicenda che risale al 2009 arrivata però quest’anno alla sentenza di primo grado.

Il cliente avrebbe perso circa 920 mila euro mentre le commissioni sul capitale amministrato ammontavano a 28.900 euro. Commissioni che si legge nell’atto di citazione dell’avvocato del correntista “non venivano in alcun modo indicate nel prospetto informativo a disposizione della clientela, dove invece l’unico costo prospettato relativamente agli ordini di borsa risulta essere l’irrisoria commissione di negoziazione”.

Mercante sulla questione precisa di essere: “Assolutamente sereno avendo sempre svolto il mio lavoro con la massima diligenza e con quella onestà che mi ha sempre caratterizzato nella professione, nella attività politica e nella vita familiare, e sono assolutamente certo che in secondo grado si riuscirà a chiarire definitivamente l’intera vicenda”. Mercante inoltre si lamenta della “risonanza che si è voluta, incomprensibilmente, dare alla vicenda”.

Sul caso, quindi, non verrà aperto nessun processo politico.  Il  deputato grillino Andrea Colletti commenta: “Si tratta di una questione che non aprirà nessuna discussione nel movimento. E’ una faccenda civilistica che non ha nulla a che fare con l’attività politica di Mercante, ma riguarda solo la sua sfera professionale. Anch’io che sono avvocato potrei sbagliare nel mio lavoro ed essere condannato da un giudice, ma questo non avrebbe influenza sulla mia attività parlamentare, anche perché spesso i giudizi sulle condotte professionali riguardano la colpa piuttosto che il dolo. E poi Mercante è stato condannato in solido con la finanziaria”. Insomma per i grillini non tutte le condanne sono uguali.

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