“Per cambiare Roma bisogna sapere dove mettere le mani”: il programma di Giachetti

Amministrative
Roberto Giachetti nella sede del Coni per l'incontro con il presidente Giovanni Malago', Roma, 6 maggio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Le dodici priorità del candidato a sindaco del centrosinistra. “Perché non basta solo essere onesti, ma servono esperienza e una squadra di eccellenza”

“Per cambiare Roma non basta essere solo onesti – condizione evidentemente necessaria – ma occorre avere esperienza, sapere dove mettere le mani, avere una squadra di eccellenza che dal primo giorno non perda nemmeno un attimo per rimettere in moto la macchina ingolfata ed inquinante”. È con questa premessa che Roberto Giachetti presenta il suo programma per la Capitale.

Dodici priorità per fare in modo che nei prossimi cinque anni “Roma torni Roma”. Ecco quali sono.

1. Una nuova amministrazione più intelligente e vicina ai cittadini. Nei primi 100 giorni avvierò la trasformazione dell’Amministrazione Comunale. Al Campidoglio rimarranno compiti di indirizzo e programmazione, di individuazione degli obiettivi e di verifica trasparente dei risultati ottenuti. Ai Municipi spetteranno la maggior parte delle attività amministrative vicine ai cittadini: dalla manutenzione del verde alle politiche sociali. Il tutto con l’obiettivo di costruire un Comune di prossimità, che promuova la partecipazione dei cittadini e risponda loro della sua attività.

2. Mobilità. Una Roma che si muove meglio: per risparmiare tempo. Abbiamo l’obiettivo di far risparmiare ai romani 30 minuti al giorno che oggi perdono nel traffico. Per questo – puntando sulla cura del ferro e rilanciando in particolare il tram – con un mix di interventi sulla mobilità faremo muovere meglio i cittadini. Partiremo con tre opere: la corsia preferenziale sulla via Tiburtina; la diramazione del tram 8 verso Viale Marconi; la pista ciclabile sulla Nomentana, con la prospettiva del GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici).

3. Urbanistica. Censire le opere incompiute, per completarle. La città è piena di opere incompiute, lasciate a metà: per problemi amministrativi, finanziari, incuria. Un problema che va affrontato per riqualificare il nostro spazio urbano. In collaborazione con i Municipi avvieremo, entro i primi 100 giorni, il loro censimento. Definiremo un programma di completamento in tempi certi e con costi definiti: dando priorità alle aree più lontane dal centro e ai bisogni prioritari dei territori e della città.

4. Ambiente e Rifiuti. Una città dell’ambiente. La chiusura del ciclo dei rifiuti è, finalmente, a portata di mano. Se adottiamo mosse chiare siamo pronti per trasformare i nostri rifiuti in risorsa. Differenziata al 65% in 5 anni, porta a porta in tutti i municipi, tariffa puntuale. E poi, Isole Ecologiche per i rifiuti ingombranti, centri per il riuso, minicompostaggi per frazione organica in 18 mesi. Con 200 milioni di investimenti ne risparmieremo ogni anno oltre 80. Per diminuire la TARI del 20%.

5. Sicurezza e Decoro. Contro le buche. Suddivideremo la città in quattro lotti e con gare internazionali individueremo gli operatori specializzati che gestiranno la cura del manto stradale. Avvieremo il numero verde 06-Zero Buche per dare la possibilità ad ogni cittadino di segnalare e avere una risposta e un intervento immediati. Chiarezza sui responsabili dei lavori e rapidità di intervento per una città con strade finalmente sicure.

6. Welfare. Una città che si cura dei romani. Roma, oggi, è una città con troppe diseguaglianze. Per questo costruiremo una città che si occupi dei romani. Tra le prime iniziative ci sarà quella di un Piano per il superamento dell’emergenza casa, tagliando le liste d’attesa e sostituendo il sistema dei residence con i ‘buoni casa’.

7. Economia e Conoscenza. Un Piano Strategico per Roma. Le grandi città del mondo si dotano di un Piano strategico che le proietti nel futuro. Sono strumenti essenziali per dare una fisionomia alla città e una visione agli attori della sua economia. Roma avrà il suo piano al 2030. Elaborato con istituzioni, Università, imprese, associazionismo, parti sociali.

8. Portare la cultura a tutti i romani. Avvieremo subito il programma ‘La Cultura adotta un Municipio’. Ogni anno le istituzioni culturali della città sostenute con finanziamenti pubblici svilupperanno la loro programmazione culturale anche in un Municipio, a rotazione. Perché tutti i romani abbiano accesso alla cultura. Vicino.

9. Turismo. Tassa di soggiorno, tassa di scopo. Rimoduleremo la tassa di soggiorno in modo da incentivare il turismo familiare e giovanile. E poi sarà trasformata in una tassa di scopo con cui finanziare promozione e servizi per un turismo romano di sempre maggior qualità e interventi, ben segnalati, per il decoro e la modernizzazione della città. Per far capire che il turismo è centrale per Roma: per la sua economia e la sua identità.

10. Sport. Roma Olimpica: verso il 2024. Sosterremo la candidatura alle Olimpiadi del 2024 avendo chiare in mente le priorità: assicurare trasparenza e sostenibilità dei lavori, una piena accessibilità a tutti, migliorare la città con interventi di rigenerazione urbana e la realizzazione di impianti sportivi diffusi e rilanciarne l’immagine a livello internazionale.

11. Città educativa e Diritti. Scuole aperte. Vogliamo che le scuole, in accordo con l’autonomia scolastica, rimangano aperte anche nei pomeriggi. Diventeranno dei luoghi dei cittadini, spazi di creatività, cultura, coesione che daranno nuova linfa a quartieri e Municipi. Il nostro obiettivo è aprirne due per Municipio nel corso del primo anno. Un primo passo di una politica permanente che, nel corso del mandato, interessi almeno metà delle scuole del nostro territorio.

12. Bilancio per fare revisione della spesa, lotta all’evasione e riduzione delle tasse. L’Assessore al Bilancio sarà anche l’Assessore alla Spending Review e con una Task Force dedicata definirà nei primi sei mesi un piano per l’eliminazione degli sprechi e per il miglioramento dell’efficacia dell’amministrazione. Con due obiettivi: reinvestire le risorse ottenute nella città, a partire dai servizi per i più deboli, e ridurre il peso fiscale sui romani.

 

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