Pensioni, la reversibilità alle badanti? C’è già una norma che la regola

Pensioni
1455538040-badante

Si sente sempre più spesso parlare dell’ingiustizia della badante che, sposando il suo assistito, potrà godere della sua pensione una volta deceduto. Semplicemente non è così

Quando i figli hanno ormai abbandonato casa, le vite degli anziani rischiano di fare i conti con la solitudine. L’Istat certifica come negli ultimi anni il fenomeno di chi sposa le giovani badanti sia cresciuto in maniera lampante: 30mila matrimoni in 10 anni. E negli ultimi tempi questo tipo di matrimoni in Italia, avverte il presidente degli avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani, sono addirittura raddoppiati, raggiungendo quota 5 mila. Da una parte c’è il timore di rimanere soli, dall’altra il desiderio di mettere mano all’eredità dell’anziano assistito. Ma c’è un luogo comune che va chiarito, quello sulle pensioni di reversibilità, ovvero la pensione erogata agli eredi di chi ha già maturato i requisiti per l’assegno. Non è vero, infatti, che la giovane badante ha il diritto di ricevere la pensione dell’anziano assistito dopo averlo sposato. C’è una norma, chiara, che regola il fenomeno.

Si legge infatti sul sito dell’Inps che “le pensioni ai coniugi superstiti aventi decorrenza dal 1° gennaio 2012 sono soggette ad una riduzione dell’aliquota percentuale, rispetto alla disciplina generale, nei casi in cui il deceduto abbia contratto matrimonio ad un’età superiore a 70 anni; la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni o il matrimonio sia stato contratto per un periodo di tempo inferiore ai dieci anni. La decurtazione della pensione ai superstiti non opera qualora vi siano figli minori, studenti o inabili”.

Eppure, nei giorni in cui si torna a parlare di pensione di reversibilità (dopo l’arrivo a Montecitorio di un ddl del governo per riordinare le prestazioni di natura assistenziale e previdenziale) in diverse trasmissioni televisive si sente sempre più spesso parlare dell’ingiustizia della badante che, sposando il suo assistito, potrà godere della sua pensione. Semplicemente non è così.

Vedi anche

Altri articoli