Pensioni, la Consulta giudica legittimo il prelievo di solidarietà

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Respinte le varie questioni di costituzionalità sul contributo di solidarietà introdotto dal governo Letta e legato alle cosiddette pensioni d’oro

Il contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, previsto dalla legge di stabilità del 2014, è legittimo. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, respingendo le questioni di costituzionalità poste sulla norma. In un comunicato, viene sottolineato che la Corte “ha respinto le varie questioni di costituzionalità relative al contributo sulle pensioni di importo più elevato, escludendone la natura tributaria e ritenendo che si tratti di un contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale, giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema”.

Il contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro introdotto dal governo Letta
La misura sulla quale si sono espressi oggi i “giudici delle leggi” risale alla legge di Stabilità del 2014, varata sotto l’esecutivo guidato da Enrico Letta. In primis, c’era l’articolo 1, comma 486, della Finanziaria 2014 (legge n.147/2013), con il quale si stabilì che “a decorrere dal primo gennaio 2014 e per un periodo di tre anni, sugli importi dei trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie complessivamente superiori a quattordici volte il trattamento minimo Inps è dovuto un contributo di solidarietà a favore delle gestioni previdenziali obbligatorie“. Tale contributo è “pari al 6 per cento della parte eccedente il predetto importo lordo annuo fino all’importo lordo annuo di venti volte il trattamento minimo Inps, nonché pari al 12 per cento per la parte eccedente l’importo lordo annuo di venti volte il trattamento minimo Inps e al 18 per cento per la parte eccedente l’importo lordo annuo di trenta volte il trattamento minimo Inps”.

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