Pensioni, ecco le novità in arrivo

Pensioni
L'insegna Inps - Istituto nazionale previdenza sociale in una foto d'archivio. ANSA / ETTORE FERRARI

Ecco le possibili misure sulle pensioni tenendo presente che le decisioni definitive verranno a prese a metà settembre, dopo un nuovo giro di tavolo con i sindacati e in prossimità delle legge di Bilancio

Ieri fonti di maggioranza e di governo riferivano che per finanziare l’intero “pacchetto pensioni” al quale sta lavorando l’esecutivo sarebbero previsti circa 1,5 miliardi. Anche se in un primo momento non sembra sia stata molto apprezzata dai sindacati, i quali vorrebbero vedere sul piatto maggiori risorse, la cifra stanziata potrebbe però essere utile per dare finalmente forma a diverse misure.

Ma quali sono le varie ipotesti sul piatto, su cosa sta lavorando il governo?
Ape e ricongiunzione gratuita sembrano avere una corsia preferenziale, come anche l’estensione della platea dei beneficiari di quattordicesima e il riconoscimento del bonus a chi ha iniziato i versamenti prestissimo o è stato impegnato in attività usuranti, lavorando nelle cave o nelle miniere.

Vediamo allota quali sono le opzioni possibili tenendo presente che le decisioni verranno a prese a metà settembre, dopo un nuovo giro di tavolo con i sindacati e in prossimità delle legge di Bilancio. Il nodo princilale, come sempre, riguarda le risorse, per cui molto dipenderà dal budget riservato a ogni voce.

Ape, scivolo a over63 con prestito da ripagare in 20 anni
La sigla scelta è Ape, anticipo pensionistico, da restituire in 20 anni per uscire fino a tre-quattro anni prima dell’età di vecchiaia (con un taglio che varierà a seconda delle situazioni) e con la discesa in campo anche di banche e assicurazioni, sotto la regia dell’Inps. Si dovrebbe partire con le classi 1951-53 nel 2017, per poi allargare il meccanismo ai nati nel 1954 nel 2018 e nel 1955 nel 2019. Il nodo sta nel calcolo delle penalizzazioni: di sicuro saranno agevolati, con detrazioni ad hoc, i lavoratori con redditi bassi o in condizioni difficili, disoccupati di lunga durata o alle dipendenze di un’azienda in crisi. Niente sconti invece per chi esce volontariamente e puo’ contare su redditi medio-alti. Da affiancare all’Ape ci potrebbe essere Rita, la Restituzione integrativa temporanea anticipata. Una sorta di pensione ponte da ottenere attraverso un anticipo dai fondi complementari.

Il Governo ha anche iniziato a fare le prime proiezioni sui possibili beneficiari dell’Ape. La platea potrebbe essere di 350 mila persone nel primo anno di attivazione, il 2017, come spiegato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, in un’intervista al Sole 24 Ore, pubblicata nel weekend.

Ricongiunzioni gratis per chi ha lavorato in più gestioni
Alta nelle lista degli interventi in rampa di lancio c’è la possibilità di mettere in fila i contributi versati in gestioni diverse. Operazione da fare senza dover pagare nulla e valida non solo per la pensione di vecchiaia ma anche per raggiungere i requisiti per l’uscita anticipata. Per dare ulteriore impulso alla misura si sta valutando anche la possibilità di ripensare il riscatto della laurea, dando convenienza sia ai fini del montante, che determina l’importo dell’assegno, sia dell’anzianità.

Allargare le maglie della quattordicesima
Tra le opzioni sul tavolo si trova il rafforzamento della quattordicesima, con l’idea di allargare la platea dei beneficiari (che oggi sono coloro che prendono un assegno sotto i 750 euro mensili, sotto i 10mila euro lordi l’anno), o alzare l’importo. Tra le due strade quella che sembra avere più chance è la prima: allo studio c’è la possibilità di raddoppiare i pensionati che se ne avvantaggiano.

Ampliamento della no tax area, pensionati come dipendenti
Nel menù fa capolino l’ampliamento della ‘no tax area’, che oggi vale per i pensionati sotto i 75 anni con assegni inferiori 7.750 euro annui. Per chi è ancora più avanti con l’età la soglia è invece alzata a 8 mila euro. Ora in tecnici stanno lavorando per alzare l’asticella a 8.124 euro, portandola pressoché allo stesso livello previsto i per i dipendenti.

Bonus per attività usiranti e lavoratori precoci
Il governo sta valutando la possibilità di dare ‘punti’ in più a quanti hanno svolto lavori usuranti. C’è l’ipotesi di congelare per un certo periodo l’adeguamento automatico dei requisiti all’aspettativa di vita. Si sta pensando ad agevolare anche chi ha iniziato a lavorare molto presto, riconoscendo un bonus contributivo da 4 a 6 mesi per ogni anno lavorato tra i 14 e i 18 anni.

 

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