Pensando a Pannella

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La sfilata di big a casa del leader radicale, chiamano Mattarella e Napolitano

Marco Pannella non sta bene. È successo tante volte, quasi sempre per le sue “pazzie politiche” – i digiuni – o anche per gli acciacchi, o i mali veri – i due tumori.

Stavolta però si avverte qualcosa di nuovo, come un timor panico che attraversa l’animo per un attimo, un certo allarme alimentato dalla sfilata di big a casa sua, da Renzi a Berlusconi, e poi la telefonata del Presidente Mattarella e quella del predecessore Napolitano: ecco, sono come spie che si accendono in quelle notti in cui non si trova sonno e, svegli, si spera che sia già mattina e invece non è nemmeno l’aurora.

Queste spie le abbiamo viste balenare direttamente nella casa di Pannella, per l’esattezza nelle foto postate da @nomfup, il nostro amico Filippo Sensi: attorno a una tavola sotto una luce fioca, si vede lui, Pannella, col viso affilato e il naso prominente, ricorda un po’ Bobbio, molto vivace.

Ci sono Renzi e Giachetti, quest’ultimo a buon diritto considerabile uno dei mille figli politici del leader radicale. Ce lo aveva detto, Giachetti, che era già stato da Pannella il giorno dopo la vittoria alle primarie: un omaggio al “padre politico” ma anche qualcosa di più. Qualcosa di imponderabile, di indefinibile, deve essere il rapporto, tante volte sviscerato, fra Pannella e i suoi figli.

Così come è indefinibile lo stato d’animo di tutti quelli che in queste ore stanno vivendo con una specie di incredula ansia questo andirivieni da casa Pannella. Vorremmo esserci stati anche noi, come tutti, in quella casa, per sapere come sta, questo grande leader, e chiacchierare un po’ con lui.

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