Pd, sulle primarie si apre la discussione

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Antonio Bassolino, in corsa per le primarie del centrosinistra in vista delle comunali della prossima primavera, durante la visita alla onlus 'Figli in famiglia' di San Giovanni a Teduccio, quartiere 'difficile' della periferia di Napoli, che si occupa di famiglie e bambini disagiati, 23 novembre 2015. ANSA/ CESARE ABBATE

La maggioranza dem: no alla contrapposizione interna. Serve aprire ad una nuova classe dirigente

La proposta uscita oggi con due interviste di Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini ha animato la discussione nel PD sulle regole delle primarie. La duplice uscita dei vicesegretari aveva fatto subito parlare di una “norma anti-Bassolino” (anche se, in verità, i due non avevano parlato di una norma) innescando le critiche dagli esponenti della sinistra dem. “I problemi politici si affrontano con la politica, non cambiando le regole”, dice Roberto Speranza. Gli fa eco Gianno Cuperlo: “Quando si cambiano le regole ad personam non fa mai bene”.

Nell’ambito della maggioranza dem, si ritiene comunque ben venuta la discussione. Perché – si fa notare – la questione non riguarda tanto le regole, quanto la necessità di esprimere un forte progetto di rinnovamento, un’opzione che non può non appartenere al Pd di Renzi. In questo senso, è sbagliato leggere la discussione interna in chiave di contrapposizione fra minoranza e maggioranza. Le primarie – si precisa – servono per questo, per fare entrare aria nuova e aprire ad una nuova classe dirigente. Un processo che non si può fermare e che, anzi, va esteso anche in periferia.

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