Il Pd torna a Piazza del Popolo ma sul palco nessuna passerella di politici

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staino-29ottobre

Lo slogan della manifestazione sul paese che cambia e contro l’austerity. Già pronti 200 pullman. Un maxischermo trasmetterà testimonianze e racconti di persone che votano Sì

Un palco originale: molto alto, il tetto trasparente per moltiplicare lo spazio, al posto dei fondali classici un videowall con centinaia di facce di gente comune. E niente politici al microfono, tranne lui. Matteo Renzi vuole evitare a tutti i costi l’effetto carovana vintage che siti e giornali hanno messo in rilievo dopo l’iniziativa di Massimo D’Alema e Gaetano Quagliariello a Roma a favore del No al referendum. Ecco perché in vista della manifestazione per il Sì del 29 ottobre l’organizzazione Dem scalda i motori, ma senza grancasse. Slogan: «Un’Italia più forte per un’Europa più giusta». La parola referendum non compare e non è un caso. Vale a dire: non ci guardiamo l’ombelico. E non vogliamo accendere scintille tra opposte fazioni, inserendo concetti meno che condivisibili. Ma la frase contiene anche una tesi che il premier va sostenendo in lungo e in largo: le riforme sono gli strumenti per cambiare l’Italia, rendendola al contempo più affidabile e credibile a Bruxelles. Impostazione che, sostanzialmente, ripeterà dal palco: non è una guerra di religione, non è il giudizio di Dio sul capo del governo, bensì un’occasione da non perdere per dare una scossa al Paese trascinandolo fuori dalla palude istituzionale e burocratica che lo affligge. Renzi, insomma, punta a portare avanti quel lavoro di «smontare gli alibi» fragorosamente cominciato nella direzione di lunedì scorso.

Treni, pullman e aerei
Al lavoro sul piano pratico ci sono il vicesegretario Lorenzo Guerini, la responsabile Comunicazione Alessia Rotta, il tesoriere Francesco Bonifazi. Obiettivo: riempire piazza del Popolo. La stessa dove Renzi chiuse la campagna elettorale delle Europee con il comizio del 22 maggio 2014 in cui sfidò Beppe Grillo, il suo principale avversario, ma anche l’austerity e l’eccesso di regole dell’Unione Europea. Due anni e mezzo dopo, riprendersi quella piazza ha un valore simbolico, tanto più che sarà la prima pubblica manifestazione nazionale del Pd da quel momento. Ottenere lo stesso successo di popolo, però, è un obiettivo possibile ma non scontato. Primo passo, quindi, la mobilitazione. Al Nazareno lavorano per 200- 250 pullman da tutta Italia. Oggi è prevista la prima riunione con le Ferrovie per approntare una decina di treni speciali da Milano, Torino, Venezia, Bologna, Caserta, Benevento, fino alla Puglia. Allo studio la fattibilità (e i costi) di un volo charter targato Ryan Air che trasporti militanti dalla Sicilia e, forse, dalla Sardegna.

I parlamentari sono tutti allertati e sanno di non poter mancare. Solo chi è deciso a votare No diserterà la piazza, vero spartiacque delle correnti interne al partito. Anche le segreterie regionali e, a cascata, i circoli, lavorano a pieno ritmo. Da loro sarebbe arrivata molta disponibilità, che al Nazareno interpretano come un segnale di partecipazione dal basso al tema referendario. Ed essendo questa la chiave di lettura che il segretario-premier vuole dare alla kermesse, saranno iscritti, militanti e simpatizzanti i protagonisti del pomeriggio. A partire dal videowall dove saranno proiettate immagini, interviste e testimonianze dell’azione del governo, degli interventi più significativi e di come hanno inciso sulla quotidianità. Colonna sonora ancora da decidere. Come anche la presenza di artisti e intellettuali, in quota impegno civico e società civile. Chi vorrà informarsi sui quesiti referendari, togliersi qualche dubbio sugli effetti della fine del bicameralismo paritario o approfondire le future modalità di elezione del presidente della Repubblica, potrà farlo ai gazebo. Non mancherà l’angolo a sostegno di Amatrice e degli altri comuni colpiti dal terremoto di quest’estate. Se ne sta occupando il Pd del Lazio che vorrebbe una cucina all’aperto in grado di servire amatriciana e carbonara solidali ai militanti, ma difficoltà logistiche potrebbero imporre la più agevole vendita di t-shirt.

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