Sondaggi, la base non vuole la scissione

Pd
Former Democratic Party (PD) chief Pier Luigi Bersani (L) and Italy's new Prime Minister Matteo Renzi (R) during the Party of European Socialists (PES) congress in Rome, Italy, 01 March 2014. The PES is holding its annual congress in Rome on 28 February and 01 March. ANSA/ FABIO FRUSTACI

Per un sondaggio dell’Istituto Ixè, illustrato oggi ad Agorà il 76% degli elettori Pd la scissione del partito sarebbe un male

Da giorni ormai in casa Pd non si parla d’altro che di scissione. Il D-day è l’Assemblea nazionale che si terrà domenica a Roma, anche se tuttavia le possibilità di ricomporre la frattura ancora ci sono. Gli appelli, e lo scambio di accuse, dei protagonisti si susseguono con Bersani che sull’Huffington Post chiede alla maggioranza di “Fermarsi” e Renzi che dalle pagine del Corriere risponde: “Bloccate le macchine della divisione e dei ricatti”.

In mezzo a questa partita ci sono milioni di militanti ed elettori, che capiscono sempre meno queste polemiche e divisioni, ma che comunque continuano a dare fiducia al Pd – i sondaggi dicono che il consenso si aggira ancora sul 30% -. Proprio agli elettori Pd Ixè ha chiesto come giudicano l’eventuale scissione del Pd, a questa domanda il 76% pensa che sarebbe un male, mentre solo per il  19% sarebbe un bene. 

Un risultato schiacciante che dimostra come il popolo di centrosinistra non vuole altre scissioni. Il 64%, inoltre, vorrebbe che Matteo Renzi rimanesse segretario. In vista del congresso, il 18% punta invece su Andrea Orlando e il 12% su Michele Emiliano.

Diversi i numeri, ma non la sostanza, del sondaggio svolto da Euromedia che vede il segretario Pd prevalere nella corsa alla segreteria con il 49,7% tra gli elettori di centrosinistra – 58,4% tra gli elettori Pd – Seconda posizione per Michele Emiliano 7,4% (3,6% elettori Pd), seguono Enrico Rossi 4,7% (4% Pd) Roberto Speranza 4,2% (4% Pd) e Andrea Orlando con il 3,5% (2,6%). Molti gli indecisi il 30,5% in generale, mentre tra gli elettori democratici sono il 47,5%.

Per quanto riguarda le intenzioni di voto sempre un sondaggio Ixè conferma la leadership del Pd che, anche se in calo, viene segnalato al 30,4%. Dietro il M5s – anch’esso in calo – 27%. Leggera crescita per la Lega Nord (13,5%, +0,2%), Forza Italia (12,6%, +0,1%), Fratelli d’Italia (4,3%, +0,2%). Maggiore l’aumento di Sinistra Italiana (3,9%, +0,5%). In leggero calo invece Ap (Ncd+Udc), che si colloca a quota 3,2% (-0,1%). Da questa rilevazione, simile a quelle di altri istituti, si può vedere come la quota 40%, che farebbe scattare il premio di maggioranza alla Camera, sia ad oggi un miraggio per qualsiasi formazione politica.

swgAncora più ampia la differenza tra Pd e M5s secondo Swg, che vede i democratici raccogliere il 31% delle intenzioni di voto – sostanzialmente stabili (+0,1%) rispetto la scorsa settimana – contro il 26,5% del M5s (-0,5%). Nella destra Forza Italia è il primo partito con il 13,2% seguito dalla Lega Nord con il 13%, più staccato Fratelli d’Italia che si attesta al 5%. Male Sinistra italiana che può contare su un 2,6%.

 

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