Salta anche Tutino, Roma ancora senza assessore al bilancio

M5S
La piazza del Campidoglio nel giorno delle decadenza della Giunta guidata da Ignazio Marino con le dimissioni di 26 consiglieri. Roma, 30 ottobre 2015.
ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

Era il favorito per la carica ma ora tutto torna in alto mare

Il consigliere della Corte dei conti Salvatore Tutino si fa da parte nella corsa a ricoprire il ruolo di assessore al bilancio del comune di Roma. A raffreddare la disponibilità a far parte della squadra della sindaca Virginia Raggi l’accusa di far parte della casta che gli è stata mossa da alcuni esponenti grillini a cominciare da Roberto Fico. “Non posso accettare – ha spiegato all’Adnkronos Tutino – accuse totalmente infondate e prive di ogni elemento di verità. Avevo dato la mia disponibilità consapevole delle difficoltà e dei rischi che l’impegno avrebbe comportato. Ma pensavo a difficoltà legate all’impegnativo lavoro che mi sarei trovato ad affrontare come assessore al bilancio della Capitale”.

Invece da diversi giorni – continua Tutino – sono sulla graticola sottoposto a esami surreali. Sono diventato oggetto di una contesa in cui, più che i curricula, contano le illazioni e dove le falsità e le beghe di una certa politica fanno aggio su professionalità e impegno. Gli attacchi, del tutto ingiustificati, da parte di esponenti della forza politica che dovrà sostenere le scelte della giunta, minano alla base ogni possibilità di un proficuo lavoro. Perciò, nel ringraziare la sindaca per la considerazione, ritiro la mia disponibilità a fare l’assessore al bilancio. Continuerò, con serenità e rinnovato impegno, a dare il mio contributo alla Corte dei conti”.

Tutino dopo l’addio di Marcello Minenna e la repentina caduta di Raffaele De Dominicis era favorito per la carica: magistrato contabile in pensione e esperto di evasione fiscale. Sul suo nome si sono però concentrati i piani alti di Palazzo Senatorio, nonostante nel 2013 proprio la nomina di Tutino a consigliere della Corte dei Conti si attirò le critiche di alcuni pentastellati.

Eppure solo stamani in un’intervista al Messaggero, il magistrato della Corte dei Conti ripeteva di essere in corsa: “Io sono disponibile, aspetto le decisioni delle persone competenti e con la casta non ho nulla a che fare”.

“Era una delle persone che stavamo esaminando, ma il nome arriverà presto”, ha detto il sindaco di Roma all’uscita dal Campidoglio.

 

 

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