Passa al Senato la legge “Dopo di noi”. E il M5S perde un’altra occasione

Disabilità
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Ora il provvedimento torna alla camera per l’approvazione definitiva.

Via libera dall’Aula del Senato al ddl “Dopo di noi”, sull’assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Sono stati 181 i voti a favore, 20 i no e 12 gli astenuti. Il provvedimento, essendo stato modificato a palazzo Madama, tornerà alla Camera per l’approvazione definitiva. A favore hanno votato Pd, Fi, Idv, Cor, Lega, Gal, Area Popolare. Il Movimento 5 stelle ha votato contro, mentre Sinistra italiana si è astenuta. Il ddl, già approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati, aveva già ricevuto il voto contrario dei Cinquestelle che anche in questo caso hanno ribadito il proprio No ad un provvedimento atteso e indispensabile.

L’obiettivo del testo è quello di favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità prive di sostegno familiare. I pentastellati hanno spiegato – tramite l’intervento della senatrice M5s Sara Paglini  – che si tratta di una “legge indegna” che discrimina tra disabili gravi e non e che serve a “soddisfare appetiti privati”.

Un occasione persa per i pentastellati che continuano a dimostrarsi una forza non credibile di governo, incapaci di uscire dalla logica del no, sempre e comunque. “Per la prima volta un diritto garantito dall’articolo 3 della Costituzione e dall’articolo 19 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità diventa un diritto pieno in Italia” aveva festeggiato il presidente della commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti stigmatizzando la posizione dei grillini: “Non ci sono lobby. I disabili gravi sono la lobby più debole di tutte. Il M5S ha parlato di favore alle lobby dell’istituzionalizzazione. Fantascienza. E alle lobby delle assicurazioni. Una favola e un disco rotto”.

La legge sul “Dopo di noi” istituisce il fondo per l’assistenza: la dotazione è di 90 milioni per il 2016, 38,3 milioni nel 2017 e 56,1 milioni dal 2018. Si prevede inoltre la detraibilità delle spese per polizze assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave. Ma anche in questo frangente il M5S sceglie di fare polemica e di tirarsi fuori da un operazione che davvero può sollevare da un pesante fardello quei genitori lasciati soli davanti all’interrogativo: “Chi si occuperà di lei o di lui, dopo?” e che ora sanno che, oltre a vivere in un istituto, potranno “avere altre opportunità di autonomia e socialità” come ha spiegato la relatrice in Senato, Annamaria Parente (Pd).

Insomma le famiglie vengono liberate da un incubo e la politica ritrova l’occasione di occuparsi di un umanità spesso dimenticata. Ma, si sa, per i grillini il privato è il male assoluto e allora meglio lasciare tutto com’è. Lasciamo ancora i malati, i disabili e loro famiglie in un sistema pubblico che è stato insufficiente. E lasciamo i Cinquestelle a crogiolarsi nella purezza della propria posizione che in politica si traduce in paralisi.

 

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