Partito il piano per la sicurezza: no fly zone sulla Capitale

Giubileo
Controlli in Piazza San Pietro

“Dobbiamo compiere uno sforzo di intelligence, di polizia giudiziaria, di apparati di sicurezza” ha detto il prefetto Gabrielli

Roma si prepara al Giubileo e dopo gli attentati di Parigi è diventato uno dei temi centrali per la Capitale a poche settimane dall’inizio dell’evento religioso. Anche oggi il prefetto di Roma Franco Gabrielli, durante la presentazione del logo di Roma per il Giubileo, è tornato a parlare della questione sicurezza e terrorismo.

Non è il Giubileo in sé ad essere un obiettivo, ma l’Italia e la città di Roma in quanto “sede della cristianità”, quindi, afferma Gabrielli, annullarlo non modificherebbe “la minaccia, cioè colpire un Paese come l’Italia che si trova in un contesto internazionale ben definito”. Ma a chi gli chiede se sarà una manifestazione sicura, il prefetto di Roma risponde: “Sarà un Giubileo protetto”.

“Che siamo oggetto di una minaccia non l’ho mai nascosto e lo ribadisco nuovamente e i metodi e le tecniche possono essere i più disparati” ma, aggiunge Gabrielli “l’importante che il Paese risponda con gli strumenti che ha e che ognuno faccia la sua parte”.

Sulle leggi speciali, la scelta del governo è “di grande coraggio e di grande assunzione di responsabilità. Sono uno strumento che nell’immediato può produrre degli effetti, ma poi caricano i cittadini, i diritti dei cittadini e le loro libertà di conseguenze che per me dobbiamo provare ad evitare il più possibile” ha detto ancora il prefetto di Roma.

Per quanto riguarda le misure di sicurezza, a Roma è stata già ampliata la no fly zone con l’interdizione al volo aereo per tutto il periodo del Giubileo praticamente per tutta l’area della Capitale. “Però voi capirete bene che questo fa sì che le persone per bene non affollino i cieli ma ha assolutamente poca incidenza su chi ha una intenzione negativa. Quindi non è che noi con l’emissione del divieto di volo stiamo tranquilli” ha spiegato Gabrielli ricordando l’elicottero che ha sorvolato Cinecittà durante i funerali di Vittorio Casamonica lo scorso 20 agosto.

“Il tema dei droni si vince o si perde nel momento in cui il velivolo si stacca da terra. Quindi lo sforzo che noi dobbiamo compiere è uno sforzo di intelligence, di polizia giudiziaria, di apparati di sicurezza per provare a intercettare preventivamente i soggetti che hanno intenzione di portare un nocumento attraverso l’utilizzo di questi mezzi”.

“Come istituzioni- ha spiegato ancora- abbiamo l’obbligo di dire alla gente che deve continuare a vivere e che rispetto a questa minaccia non c’e’ nessun consiglio che possa attenere al comportamento della gente. Non possiamo consigliare di non andare per strada, di non frequentare luoghi affollati, di non andare allo stadio o andare a prendersi un caffè. Il cittadino deve continuare a vivere la sua vita, ma inviterei tutti a non banalizzare perché l’ironia su alcuni temi non serve a nessuno e non credo serva per vendere qualcosa in piu’ o per avere qualche punto in più di auditel”.

 

Foto: Ansa / Alessandro Di Meo

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