Partiti più trasparenti e sanzioni per chi non si adegua: al via l’iter delle nuove norme

Politica
La bacheca con la presentazione dei contrassegni elettorali presso il Ministero dell'Interno, per le prossime elezioni Europee, Roma, 07 Aprile 2014. ANSA / FABIO FRUSTACI

Depositato il testo del relatore Matteo Richetti. Chi non presenta lo Statuto potrà presentarsi alle elezioni, ma deve comunque comunicare rappresentante, organi e modalità di scelta dei candidati

Da una parte, i partiti e movimenti che vogliono accedere alle agevolazioni statali, comprese le donazioni con il due per mille in dichiarazione dei redditi. Dall’altra, quelli che si presentano alle elezioni ma non possono avere contributi di alcun genere. Sono i due binari previsti dal testo unico della legge sui partiti che il relatore Matteo Richetti ha presentato oggi in commissione Affari costituzionali alla Camera.

Tutti dovranno presentare una “dichiarazione di trasparenza”, nella quale si indica con chiarezza il rappresentante legale (cioè chi detiene il simbolo del partito/movimento), la modalità di selezione delle candidature, componenti e funzioni degli organi interni. Chi non depositerà questi dati, non potrà presentare le proprie liste alle elezioni. Ma solo chi alla “dichiarazione di trasparenza” affiancherà anche lo Statuto, gli organi interni e la pubblicazione sul sito del bilancio potrà ottenere l’iscrizione al registro, necessaria per accedere alle agevolazioni. Viene quindi eliminata l’ipotesi prevista dalla proposta Guerini, che prevedeva che chi non avesse depositato lo Statuto non avrebbe potuto candidarsi. Una norma subito interpretata come anti-M5S.

“Vengono introdotte sanzioni per tutti i soggetti che non adempiono agli obblighi di trasparenza – spiega Richetti -. Ha ragione Cantone: contro la corruzione è più utile una buona legge che una riforma del procedimento giudiziario. E questo provvedimento toglie opacità e porta tutto in superficie. È una legge che dà garanzie ai cittadini, non ai partiti”.

Tutti gli iscritti a partiti o movimenti potranno chiedere di conoscere chi sono gli altri iscritti (gli elenchi non possono essere pubblicati on line per ragioni di privacy). Inoltre tutte le donazioni da privati di importo superiore ai 15mila euro dovranno essere elencate sul sito del partito/movimento, mentre per quelle comprese tra i 5mila e i 15mila prevalgono le ragioni della riservatezza: no alla pubblicazione ma tracciabilità garantita da una dichiarazione congiunta del donatore e del ricevente.

Da domani inizierà in commissione la discussione generale, per poi fissare il termine per la presentazione degli emendamenti.

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