E’ guerra alla bufale. Google e Facebook scendono in campo

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An ilustration shows the silhouette of a man in front of a monitor, showing the logos of the social network Google+ and Facebook in Hanover, Germany, 21 September 2011. After Google+ had opened for certain users, now it can be used by everyone. Photo: JULIAN STARATENSCHULTE  -ALLIANCE-INFOPHOTO

Sotto accusa è finita la campagna elettorale del presidente eletto specialmente il ruolo giocato dai siti che hanno diffuso false informazioni

Google e Facebook hanno deciso di tagliare i proventi pubblicitari ottenuti dai falsi siti di notizie che potrebbero aver giocato un ruolo nelle elezioni presidenziali dell’8 novembre, che hanno visto la vittoria del candidato repubblicano Donald Trump.

“Stiamo lavorano per aggiornare le nostre politiche editoriali e inizieremo da vietare che la pubblicita’ di Google sia usata su siti che alterano la verità dei fatti. Più in la vieteremo la pubblicità su pagine che falsificano, travisano o nascondono informazioni sull’editore e sullo scopo della pagina web” ha dichiarato Google.

Lo stesso intende fare Facebook: “Nel rispetto delle regole vigenti non mostreremo pubblicità in applicazioni o siti che contengano false notizie”.

Sotto accusa è finita la campagna elettorale del presidente eletto specialmente il ruolo giocato dai siti che hanno diffuso false informazioni che sembrano aver aiutato ad incrementare il seguito dei sostenitori di Trump.

Vengono citati ad esempio alcuni titoli di false notizie come “Hillary Clinton pronta alla guerra civile se Trump sarà eletto” o “Papa Francesco sconvolge il mondo e sostiene Donald Trump per la presidenza”

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