Parte la corsa al Campidoglio, tra dream team e candidati

Roma
Alfio Marchini entra in chiesa correndo per schivare i giornalisti durante i funerali di Virna Lisi nella chiesa di San Bellarmino. Roma 20 dicembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Mentre a palazzo Chigi si studiano i nomi da affiancare a Tronca nella squadra che guiderà il comune nei prossimi mesi, Berlusconi annuncia l’endorsement di FI ad Alfio Marchini

Nella testa dei romani non si è ancora consumato del tutto l’addio di Marino (il rapporto con l’ormai ex sindaco, invece, era logoro già da tempo), ma la politica è già costretta a guardare avanti. Alcuni gettano lo sguardo più in là, fino alle elezioni di primavera, altri devono invece fare i conti con la gestione immediata del Campidoglio.

Perché la scelta del prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca come nuovo commissario della Capitale non chiude la partita sulla squadra che dovrà amministrare la città nei prossimi mesi. Bisogna scegliere, infatti, gli altri componenti del cosiddetto dream team che dovrà servire ad affrontare le emergenze (il Giubileo che sta per iniziare, su tutte) e portare avanti l’ordinaria amministrazione. I nomi dati per certi sono quelli degli assessori uscenti Alfonso Sabella, Marco Causi e Stefano Esposito, ma da palazzo Chigi è già venuto fuori a sorpresa il nome di Tronca e non si possono escludere altri innesti di rilievo: il presidente del Coni Roberto e Malagò e l’ex Expo Marco Rettighieri sono due possibili esempi.

Sui giornali, intanto, è già partito il totosindaco. Dalle parti del Pd arrivano le prime smentite sulla possibilità di candidati provenienti direttamente dal governo (i ministri Gentiloni, Madia e Lorenzin erano stati accreditati dai retroscena dei giorni scorsi), mentre si fa strada la possibilità che possa puntare alla corsa per il Campidoglio proprio Sabella, dopo l’esperienza da assessore e quella – data per certa – nella squadra commissariale.

Dall’altra parte, a rompere gli indugi è subito Silvio Berlusconi, che in un’intervista a Repubblica annuncia il sostegno di Forza Italia ad Alfio Marchini, già sfidante di Marino, perché “piace, piace soprattutto alle donne” e inoltre lui ha già annunciato di voler correre di nuovo e quindi “se proponessimo un altro candidato vorrebbe dire andare divisi e perderemmo di sicuro”. Giorgia Meloni, invece, nei piani dell’ex Cavaliere dovrà attendere il 2018, quando si voterà per la Regione.

Ma i più accreditati dai sondaggi rimangono ancora i Cinquestelle. Certo, la campagna elettorale deve ancora iniziare, ma Grillo e Casaleggio stavolta hanno sulle loro spalle un fardello ben più pesante che in passato: conquistare la Capitale sarebbe la consacrazione definitiva del Movimento come forza di governo, perderla potrebbe invece frustrare le ambizioni in vista delle elezioni politiche. Per questo, i vertici sono a caccia di un nome che possa attirare quanti più consensi possibili. Per il momento, si escludono candidati esterni al M5S, ma non c’è più la certezza di puntare su uno dei consiglieri uscenti (De Vito? Raggi?), mentre sui giornali inizia a circolare invece un identikit che corrisponderebbe a quello dell’ex giudice Ferdinando Imposimato.

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