Parisse suona la carica: “Giochiamo il nostro rugby e battiamo la Scozia”

Rugby
il capitano della nazionale italiana di rugby Sergio Parisse, durante la presentazione al Coni del torneo "Sei Nazioni" di rugby. Roma 27 gennaio 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

La sfida tra Azzurri e Highlanders ancora una volta decisiva per sventare l’onta del cucchiaio di legno. Ma le due nazionali attraversano diversi momenti di forma, soprattutto a livello gestionale

Alla fine siamo sempre lì: Italia-Scozia, il derby dei poveri del Sei Nazioni stabilirà, con ogni probabilità, quale delle due nazionali riuscirà a sventare l’onta del cucchiaio di legno, il trofeo meno ambito del rugby mondiale, quello riservato alla squadra che conclude senza vittorie il più antico e famoso torneo d’Europa.

Per Jacques Brunel, tecnico francese che con il match di domani saluterà per sempre il pubblico dell’Olimpico, è una delle ultime occasioni per lasciare un ricordo positivo della sua gestione che, dopo cinque anni, non può che essere considerata fallimentare. Diciamolo subito, non sarà facile. Nonostante venga da nove sconfitte consecutive nel Sei Nazioni, la Scozia è una squadra in crescita, che sta costruendosi un futuro pieno di speranze.

A differenza dell’Italia che, nonostante l’impresa sfiorata a Parigi nella partita d’esordio contro la Francia e i 50 minuti giocati alla pari contro l’Inghilterra, sta vivendo un momento di smarrimento, soprattutto dal punto di vista gestionale.

Ancora una volta, molto dipenderà dalle giocate dell’unico grande fuoriclasse in maglia azzurra: il capitano Sergio Parisse, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi numeri 8 della storia del rugby, premiato come miglior giocatore del campionato francese, il più prestigioso e ricco al mondo, nella stagione 2014-2015. Stagione in cui ha guidato la sua squadra, lo Stade Francais di Parigi alla vittoria del titolo nazionale.

“Dobbiamo rispettare la Scozia – ha detto il capitano – ma dobbiamo anche scendere in campo sapendo che se offriremo il rugby di cui siamo capaci, se giocheremo bene il nostro rugby, potremo avere il risultato dalla nostra parte al termine degli ottanta minuti”. Ripensando alle prime due partite, soprattutto alla sconfitta casalinga contro l’Inghilterra, Parisse ha sottolineato come sia assolutamente necessario “imparare a reagire collettivamente ed individualmente alle difficoltà e agli errori“.

Ancora una volta gli Azzurri potranno contare sul supporto di un pubblico che, nonostante le sconfitte, continua ad essere innamorato di questa squadra e di questo sport. Per la partita di domani sono già stati staccati 68mila biglietti (altissima la partecipazione anche dei supporter scozzesi) e si va verso un “inzuppato” tutto esaurito, viste le previsioni di pioggia sulla Capitale.

 

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