Parisi sveste i panni del moderato e attacca Cantone

Centrodestra
Un momento dell'incontro  con Stefano Parisi che presenta il suo programma di governo "Megawatt - Energie per l'Italia presso la GAM, Torino, 19 Novembre 2016 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Al lancio del suo movimento Energie per l’Italia il candidato sindaco nelle scorse elezioni di Milano fa vedere il suo lato estremista

Si sa nella destra conquistare uno spazio elettorale non è facile, e ancora di più lo sa Stefano Parisi, colui che molti accreditavano come il futuro leader di un centrodestra moderato. Dopo l’onorevole sconfitta alle amministrative a Milano, in molti avevano creduto che Parisi avrebbe potuto unire il centrodestra, una formazione moderata in contrapposizione al populismo di Salvini che sembra ormai aver contagiato i “Conservatori” italiani.

In questi giorni però il buon Parisi ha dovuto ingoiare attacchi e delusioni: da una parte Salvini che fiutato il pericolo ha cercato di marginalizzarlo, dall’altra parte Silvio Berlusconi che invece di difenderlo si è schierato con il leader leghista. Il leader di Forza Italia ancora sogna di poter ritornare in corsa grazie alla vittoria del No al referendum ed è restio a nominare un suo delfino. Quindi meglio appoggiare Salvini, poco preoccupante come leader nazionale, piuttosto che schierarsi con un candidato che potrebbe soffiargli lo scettro di leader, scettro che al momento non gli appartiene.

Allora Parisi si è deciso a fare la propria mossa ed ha fondato un nuovo soggetto “Energie per l’Italia”, nel farlo però ha cambiato completamente registro. Certo il risultato di Trump forse gli ha fatto comprendere che la moderazione, le proposte, il rispetto per gli avversari non sono grandi strumenti per convincere gli elettori. Quindi ha deciso di buttarsi anche lui sul populismo, strada impervia da scalare quando hai Salvini nel tuo stesso campo.

Così oggi alla presentazione di Energie per l’Italia ha deciso di sferrare subito un’attacco alla magistratura, in particolare al capo dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone e con lui a Renzi che lo ha nominato: “Renzi ha consegnato l’Italia nelle mani della magistratura, cominciando con Cantone che è una delle più grandi iatture del nostro Paese. Chi è questo signore, dov’è la sua struttura istituzionale? Questa non è un’istituzione prevista dal nostro ordinamento e sta generando molta confusione nelle amministrazioni pubbliche che sono ulteriormente paralizzate, già soffrendo per una normativa e un’organizzazione molto burocratica”.

Un attacco diretto al premier e alla magistratura, un reframe del ventennio berlusconiano appena passato. Sì perché nell’ultimo ventennio nel centrodestra l’attacco alla magistratura è stato lo sport preferito. Forse Parisi con quest’attacco pensa di far convogliare nel suo campo i voti dei berlusconiani delusi che ormai hanno scelto altri lidi. Forse pensa che alzare la voce sia l’unico modo per contrastare l’avversario interno Salvini.

Naturalmente non poteva mancare la stoccata al “nemico” Salvini: “La lezione americana è importante non tanto perché c’è un Trump italiano. Trump ha lavorato nella sua vita, ha generato ricchezza, ha esperienza, solidità e storia. Tra lui e uno che nasce in consiglio comunale e che ha fatto solo il consigliere comunale c’è una distanza”.

Certo è che se questo doveva essere un nuovo inizio per il centrodestra italiano, non è stato quello che in molti si aspettavano.

 

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