Parisi “svende” Milano: la storia di Metroweb e il pessimo affare del Comune

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Pd all’attacco sull’azienda che gestisce la cablatura della città: “Di questi giochetti finanziari la città è stanca e il 19 giugno saprà dire no”

Mancano pochi giorni all’appuntamento con i ballottaggi che assegneranno la poltrona di Sindaco di Milano e una una nuova grana piomba sulla testa di Stefano Parisi, candidato del centrodestra.

A sollevare il caso, la notizia che Enel avrebbe messo sul piatto una grossa cifra per l’acquisto della società Metroweb, azienda che si occupa della cablatura della città. Creata negli anni ’90, Metroweb è stata venduta dalla giunta Moratti al fondo Stirling square nel 2006. Oggi, secondo le indiscrezioni, la società dell’energia e del gas sta cercando di acquistarla al doppio del prezzo per cui il comune l’ha venduta: 814 milioni di euro.

La società, infatti era stata ceduta dalla Giunta di Letizia Moratti per “soli” 232 milioni di euro, un’inezia rispetto a quanto guadagnato dai privati negli anni.

Ma la storia ha radici lontane. A ricostruire la vicenda, un dettagliato articolo di Ettore Livini che, su la Repubblica – Milano, spiega i vari passaggi che hanno portato il Comune a fare un pessimo affare.

Tutto comincia con la giunta Albertini che decide di aprire ai privati le porte della società. Secondo i piani la vendita della società avrebbe garantito plusvalenze per 2,4 miliardi, che però sarebbero entrati quasi interamente nelle casse dei privati, in particolare alla vecchia società A2A e, soltanto in proporzione molto modesta, al Comune che vendeva.

Oggi Enel offre per Metroweb il 250% in più della cifra cui la giunta Moratti l’ha ceduta nel 2006. Una svendita che vede come protagonista Stefano Parisi:  il candidato di centrodestra era infatti city manager nella giunta Albertini, mentre ai tempi della giunta Moratti, era amministratore delegato di Telecom, una delle aziende che ha beneficiato di questa privatizzazione.

Una vicenda che non è passata inosservata e che ha fatto scattare i dirigenti del Pd milanese. “Se venisse confermata l’offerta di Enel per Metroweb al doppio del prezzo a cui il Comune ai tempi della destra l’ha svenduta ai privati, sarebbe certificata l’ennesima beffa per i milanesi. Una storia iniziata male proprio ai tempi di Parisi direttore generale e Albertini sindaco”, ha attaccato oggi il deputato Dem Emanuele Fiano. “Togliere risorse ai cittadini milanesi per far guadagnare i privati. È questa la filosofia del cambiamento?” Si chiede invece il radicale Marco Cappato: “E’ un caso da manuale di “revolving doors”, le porte girevoli tra incarichi pubblici e incarichi privati ottenuti in forza di quelli pubblici”. Arriva anche il commento del capolista del Pd Pierfrancesco Majorino che in una nota dice: “Di questi giochetti finanziari la città è stanca e il 19 giugno saprà dire no. Noi continuiamo a lavorare per il bene dei cittadini, pensando sempre ai servizi più che ai profitti”.

Sulla vicenda della cessione di Metroweb ha commentato anche il diretto interessato: “Non ho glissato proprio per niente”, ha detto Parisi, se Fastweb ha fatto affari “anche il Comune di Milano li ha fatti”. La vicenda ” è successa esattamente 12 anni fa, come mai ve ne ricordate a tre giorni dalle elezioni?”, ha concluso.

Il candidato di centrosinistra Beppe Sala invece ha deciso di non entrare nello specifico della questione e dismorzare un po’ i toni: “Probabilmente sarebbe stato più opportuno se Parisi fosse andato a lavorare da un’altra parte ma non voglio giudicare in modo così semplicistico – ha detto -. Queste cose a due giorni dalla fine rischiano di essere un po’ strumentali e io voglio vincere per le mie idee“. “Rimane il fatto che la trasparenza deve essere vista in modo integrale, ricordo per esempio che sul tema della dichiarazione dei redditi degli ultimi cinque anni Parisi non le ha pubblicate. Ma su questo tema di Fastweb – ha concluso – è molto difficile giudicare”.

 

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