Ecco perché Parisi ha deciso di scendere in campo

Centrodestra
Parisi

In un’intervista alla Stampa l’annuncio del suo ingresso nella scena politica nazionale

La decisione è presa. Stefano Parisi esce allo scoperto e annuncia la sua discesa in campo alla guida nazionale dei moderati: “Voglio provare a rigenerare il centrodestra con un programma politico liberale e popolare, alternativo al centrosinistra e concorrente con i Cinquestelle”.

In effetti, già subito dopo il ballottaggio, dove è uscito sconfitto da Beppe Sala, il candidato del centrodestra a sindaco di Milano aveva rassicurato i suoi dicendo che da lì sarebbe partito un nuovo progetto.

Oggi lo ribadisce, e in un’intervista a La Stampa ufficializza la sua decisione, evidenziando di voler partire proprio dall’esperienza fatta nel capoluogo lombardo che “non va dispersa”. I dettagli del progetto arriveranno a settembre in una “convention programmatica” che si svolgerà a Milano, ma l’idea di fondo è lapalissiana: dopo la tragicommedia che il centrodestra ha messo in scena a Roma e in altri comuni nelle ultime amministrative, Parisi vuole ricompattare i moderati, provando ad esportare in tutto il territorio nazionale il modello messo in campo a Milano. Un’esperienza tramite la quale è riuscito a mettere insieme l’intero centrodestra, compresa l’area più intransigente di Matteo Salvini.

E magari lo farà fagocitando anche tutte le energie che attualmente ruotano intorno a Ncd, una forza ormai sull’orlo di una crisi di nervi, soprattutto dopo lo strappo di Renato Schifani.

Ma Parisi in primo luogo vuole evitare il tracollo definitivo del berlusconismo. Non a caso l’ex Cavaliere avrà un ruolo nel nuovo soggetto politico: “È stato a lungo motore della parte più moderata dello schieramento – spiega nell’intervista – e deve continuare ad esserlo, da fondatore, più che da padre nobile”.

Così, nel suo nuovo progetto cercherà di trasmettere l’idea di una politica più moderata e basata sui contenuti, piuttosto che legarla a quelle urla e a quei messaggi puramente demagogici al quale ci ha abituati ultimamente il centrodestra, leader della Lega in primis.

Scenderà in campo, dunque, anche per contrastare l’asse lepenista guidato dalla coppia Salvini-Meloni.

E poi, guardando anche a una parte degli elettori del M5S sottolinea: “Il mio messaggio è per tutti, anche oltre il perimetro che mi ha sostenuto. Parlo all’opinione pubblica moderata, che va risvegliata nell’interesse e nella partecipazione”.

Infine, parlando dei contenuti lancia il suo primo affondo a Matteo Renzi, giudicando la riforma Boschi sbagliata, schierandosi per il No al referendum istituzionale e suggerendo un percorso alternativo: modernizzare le istituzioni attraverso un’Assemblea costituente. “Qualunque sia l’esito del voto – spiega comunque Parisi – il governo non deve cadere. Tutte le forze politiche dovrebbero approvare una legge costituzionale che sostituisca il Senato con un’Assemblea costituente che lavorerà per 18 mesi e discuterà delle proposte di riforma, poche e semplici, portate dai partiti”.

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